
Levi's - Engineered Jeans Libertà di movimento L’azienda Levi’s Jeans e l’agenzia BBH hanno già sfornato nel recente passato delle campagne decisamente superiori rispetto alla media internazionale, soprattutto dal punto di vista espressivo.
Anche l’ultimo spot diretto da Jonathan Glazer e attualmente proposto dalle emittenti televisive nazionali ha confermato l’elegante ed intelligente linea della comunicazione Levi’s.
Due giovani camminano guardandosi intensamente in un imprecisato interno. All’improvviso si voltano ed iniziano a correre in maniera furibonda, sfondando muri e proseguendo la loro folle e vibrante corsa lungo il tronco di un albero, fino allo spazio libero e all’infinito. Non è però una fuga. E neanche un tragico confronto di due personalità. Si tratta di un duello dei sentimenti così dilaniante da divenire parossistico e terribilmente assoluto.
Spot suggestivo e innovativo proprio per quel che riguarda l’impianto generale, Levi’s Engineered Jeans-Libertà di Movimento è basato su straordinari effetti speciali, sostenuti da una tecnologia digitale che ormai permette di fare qualsiasi cosa.
Ma l’aspetto più significativo di questo filmato pubblicitario non riguarda tanto le questioni di carattere tecnico quanto piuttosto le scelte narrative.
Certo, le interpretazioni potrebbero essere molteplici e tutte plausibili. Ma a noi, come già scritto, piace privilegiare quella della metafora del rapporto amoroso che si evolve drammaticamente in una irrazionale corsa verso il nulla, e quindi verso il sacro. L’amore mostra dunque tutta la sua dirompente forza anarchica mettendo in discussione addirittura le leggi della fisica. I volti rabbiosi dei protagonisti non esprimono odio o fattori di negatività anzi esaltano il senso della passione e il desiderio di spingersi insieme al proprio compagno/a oltre la soglia dell’impossibile.
Levi’s Engineered Jeans-Liberta di movimento è una pubblicità emozionante e profonda che tende ad esaltare lo spessore contenutismo della metafora sulla quale è costruito mettendo in secondo piano il reale fine promozionale per il quale è stato concepito.
Infine, appaiono evidenti almeno due riferimenti al cinema contemporaneo: Thelma e Louise di Ridley Scott (la scena finale) e La tigre e il dragone di Ang Lee (le evoluzioni digitali sulla vegetazione e i funambolici inseguimenti sopra i tetti delle case).
©CultFrame 2002
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