Quanti cattivoni negli States Cops, un programma in onda su FX tv
È certamente un programma trash, voyeuristico, ultrapopolare, e forse un tantino moralistico, ma Cops, in onda sull’emittente FX, è per certi versi interessante. Si tratta di una sorta di documentario a episodi, tra real tv e social tv, che mostra dal di dentro operazioni della Polizia americana. In genere, i luoghi prescelti dagli autori riguardano la provincia statunitense profonda, quasi isolata dal resto del mondo (consentiteci questo paradosso).
Poliziotti, il più delle volte "iperpalestrati" e con espressioni del volto inquietanti, si aggirano per strade, cittadine, quartieri (quasi sempre popolari) alla ricerca affannosa di "pericolosissimi malfattori" da assicurare alla giustizia. Spesso, gli episodi sono concentrati su personaggi che fanno uso di marijuana o crack, o su poveracci che soffrendo un po’ di solitudine la sera cercano calore mercenario da innocue, quanto grottesche, prostitute. Assistiamo così a sofisticatissimi appostamenti di ingenti forze dell’ordine e all’azione di poliziotti camuffati in maniera ridicola per acciuffare, non terroristi, assassini, maniaci o rapinatori, ma solo un individuo che ha chiesto, anche con una certa timidezza e gentilezza, un favore sessuale dietro lauto compenso a una poliziotta travestita da meretrice di strada. In sostanza, per arrestare questi terrificanti individui viene loro teso un "trappolone gigantesco"; questi "disgraziati" se non avessero visto sul marciapiede la poliziotta-prostituta ammiccante probabilmente non avrebbero neanche pensato di cercare compagnia. Evidentemente, si ha una stravagante concezione della giustizia negli USA. Non compi un reato? Nessun problema, te lo confeziona su misura la Polizia (praticamente istigandoti a commetterlo) per poi arrestarti e farti la lezioncina su come si deve vivere in un paese civile. Non vi sembra una logica perversa?
Ultimamente, abbiamo visto un episodio in cui una pattuglia interviene per sedare un violento litigio in una casa privata. Una volta entrati, i poliziotti hanno trovato la seguente situazione: una donna con una lieve ferita in un braccio e un’anziana di 91 anni (sì, avete letto bene, 91 anni), in evidentissimo stato confusionale, autrice dell’aggressione. Ebbene, i poliziotti, sempre molto precisi e ligi al loro dovere, hanno arrestato la novantunenne, per nulla lucida peraltro, e l’hanno addirittura portata in carcere.
Dicevamo che Cops è in fin dei conti interessante. Sì, perché basta vedere qualche puntata per rendersi conto della differenza abissale che esiste tra la società europea e quella americana. Emerge una forte divergenza tra la nostra concezione esistenziale e quella statunitense (tendenzialmente conservatrice e forse un po’ bigotta). I poliziotti, quasi sempre bianchi e con i capelli rasati (perché?) sembrano dei gentiluomini raffinatissimi rispetto ai soggetti che di volta in volta incontrano per la loro strada e impartiscono puntuali lezioni di morale agli sprovveduti individui che sanzionano. Cops, comunque, sta generando figli anche nel nostro paese. Abbiamo visto recentemente un film sull’uso e spaccio di droga in Italia (problema ben più grave rispetto a quelli al centro di Cops) in cui i poliziotti, oltre a compiere arresti (giusti), catechizzavano moralisticamente i consumatori di droga.
Che dire di più, se non che ricordiamo un altro programma italiano, questa volta molto ben fatto, secco, oggettivo, ben girato e montato. Il titolo era Commissariato Trevi-Campo Marzio ed è andato in onda nel 2006 su FoxCrime.
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