
Ironia e kitsch nel salotto di Victoria Very Victoria, nuova stagione Non c’è alcun dubbio sul fatto che Victoria Cabello sia simpatica, esuberante, brillante, capace. La sua è una verve particolare, la sua immagine buca certamente il video, il suo stile ironico e kitsch conquista lo spettatore. Ciò avviene ormai da diversi anni, ma la sua vera celebrità è iniziata con le incursioni effettuate per Le iene (alcune veramente indimenticabili alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia).
Da qualche anno è la conduttrice di un programma che su Mtv sta avendo parecchio successo: Very Victoria. Si tratta di una trasmissione costruita a sua misura, cucita sui suoi tempi, sulla sua energia, addirittura sul suo volto birichino. Gli ospiti sfilano davanti a lei sapendo che dovranno essere pronti a tutto, in genere si dovranno sottoporre a giochi imbarazzanti e un po’ folli, così come folli sono i regali che la conduttrice offre ai suoi ospiti alla fine della lunga intervista.
Quello di Very Victoria non è però un concept innovativo. È l’ennesimo derivato del Dave Letterman Show (e di altri programmi americani tutti uguali), come se ne vedono tanti. L’unica cosa che differenzia Very Victoria dagli altri appuntamenti simili è proprio la sua protagonista. Si, abbiamo detto questa volta protagonista, poiché l’immagine, il corpo, della Cabello è il programma. Il suo è un teatro nel quale si muove con assoluta disinvoltura. Gli ospiti in genere spariscono di fronte alla sua, a volte, geniale esuberanza.
Ebbene, da poco Very Victoria ha ripreso ad andare in onda. Stessa identica struttura, qualche cambiamento scenografico, sigla diversa (era migliore quella della scorsa edizione). Presenti in sala per la prima puntata, e disposti al gioco di prammatica, Valeria Marini e Fabio Canino.
Pur rimanendo tra le nostre conduttrici preferite, ci sembra il caso però di fare qualche notazione. Il concept del programma è ancora valido ma inizia a dare qualche segno di ripetitività. Victoria Cabello potrebbe rimanere vittima del proprio clichè. Il suo comportamento, addirittura le sue risate sono sempre uguali. E poi c’è un difetto che si sta ingigantendo sempre più: tutti quelli che si siedono davanti alla Cabello diventano ultra simpatici, adorabili. Forse bisognerebbe che la trentenne conduttrice recuperasse in fondo al suo animo un po’ di sana cattiveria e antipatia. La sua trasmissione ne avrebbe giovamento.
David Arciere
©CultFrame 10/2007
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