La televisione strumento di comunicazione. Ma di cosa?
L’intervento del Presidente iraniano alla Columbia University in onda sui canali all news

Lunedì 24 settembre 2007. All’ora di cena su innumerevoli emittenti mondiali viene trasmesso in diretta e senza filtri il contestatissimo e inquietante discorso alla Columbia University del presidente iraniano Ahmadinejad. CNN, Fox News, BBC World, anche il nostro SkyTg 24 manda in onda quello che a nostro avviso è stato l’evento più paradossale e grottesco, nella sua terrificante tragicità, della storia mondiale della televisione.
Eviteremo di soffermarci sulla questione della libertà di espressione e sulla libertà di parola negli USA. Più libertà di così non si può, anche se ci sfugge il motivo per cui il rettore della Columbia University abbia invitato il presidente iraniano; forse per togliersi la soddisfazione di insultarlo pubblicamente davanti a milioni di telespettatori? Certo, ascoltando le parole del rettore abbiamo provato un sottile compiacimento; finalmente qualcuno che dice in faccia a questo dittatore tutto quello che in genere è impossibile dirgli. Abbiamo per un po’ apprezzato ciò, poi però abbiamo pensato: il rettore della Columbia University si è tolto questa soddisfazione ma qual è il prezzo mediatico che è stato pagato?
La risposta è semplice: un prezzo gigantesco. Il presidente dell’Iran ha avuto non solo la platea dell’università americana (che spesso applaudiva) ma anche il mostruoso megafono dei canali all news del mondo intero. Il soggetto sapeva perfettamente che sarebbe stato insultato dal rettore ma ha fatto due calcoli: "io mi becco delle offese (che tali non erano perché esprimevano semplicemente la realtà dei fatti, n.d.r.)) ma ho la possibilità di arringare milioni di persone". E così purtroppo è stato. Ahmadinejad le ha infilate tutte, una dietro l’altra: l’Iran non vuole dotarsi di una bomba atomica ma lasciare libera la ricerca scientifica, l’Iran è un paese vittima del terrorismo non complice del terrorismo, lo status di Israele deve essere sottoposto a referendum (i cui partecipanti non si capisce chi possano essere, n.d.r.), noi amiamo ogni nazione e siamo amici del popolo ebraico, in Iran gli ebrei sono liberi e rispettati, sulla Shoah bisogna lasciare liberi gli storici di continuare le verifiche e analizzare la questione da punti di vista differenti. Come se queste dichiarazioni non bastassero, ecco la ciliegina sulla torta: in Iran non esiste l’omosessualità.

La questione fondamentale che riguarda la nostra rubrica non è tanto il contenuto delle affermazioni di Ahmadinejad quanto piuttosto le modalità comunicative con le quali queste dichiarazioni sono state divulgate al mondo. Il tutto si è svolto solo attraverso domande e risposte. I canali all news mondiali così non hanno mandato in onda un dibattito ma un monologo senza contraddittorio. Tale impostazione ha fatto il gioco del presidente iraniano il quale ha avuto modo di sproloquiare senza che nessuno avesse la possibilità di incalzarlo e di contestargli direttamente e con forza le sue parole.
In questo modo, il sistema televisivo non è stato uno strumento democratico di comunicazione e di libertà di espressione ma solo megafono di affermazioni intollerabili e offensive nei confronti di persone che non avevano la possibilità di replicare. Mentre Ahmadinejad pronunciava le sue assurde teorie sulla Shoah, Israele e l’omosessualità, nessun ebreo, nessun israeliano, nessun omosessuale iraniano ha avuto la possibilità di attaccare (civilmente) Ahmadinejad. Ripetiamo: la televisione in questo caso non è stato uno strumento democratico, è stata la tragica vetrina di un comizio che se fosse stato effettuato da un cittadino qualsiasi in Europa, avrebbe quanto meno provocato la sua "incriminazione" per negazionismo (anche se non in tutti paesi è previsto questo reato n.d.r.). E invece Ahmadinejad ha avuto il suo spazio di libertà. Ma probabilmente non ha neanche capito che qualcuno glielo ha gentilmente concesso, questo spazio.

David Arciere

©CultFrame 09/2007
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Il presidente iraniano
alla Columbia University
(SkyTg 24)


 
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