Sky Tg 24 sera, un discutibile debutto
Un po’ di rispetto, per cortesia

Ci risiamo. Sì, dopo l’apparizione a Controcorrente del negazionista David Irving, è intervenuto durante la trasmissione SkyTg24 Sera (19 giugno) un altro negazionista: Robert Faurisson. Se la serata in cui si vide Irving, che noi abbiamo aspramente e duramente criticato aveva almeno la dignità dell’inchiesta giornalistica, quella in cui è stato presente l’ex professore dell’Università di Lione (rimosso dall’incarico) Robert Faurisson si è rivelata solo una triste occasione per lo storico negazionista per far sentire la sua voce a un pubblico televisivo.
Ebbene, la nostra sarà solo una breve riflessione.
In Italia viene spesso detto che tutti, anche quelli che negano lo svolgimento della Shoah, possono dire la loro, visto che siamo in un paese democratico. Secondo quelli che prendono tale posizione si tratterebbe di un atteggiamento normale in uno Stato dove vige la libertà di espressione e di pensiero. Ebbene, questa affermazione in linea di principio è nobilissima ma concretamente non sta in piedi. Potremmo rispondere, perché allora non dare la parola in diretta a Bernardo Provenzano o Totò Riina permettendo loro di magnificare la mafia, o peggio ancora, permettendo loro di dire che la mafia non esiste? Nessuno si sognerebbe di farlo.

Il fatto è che quando c’è di mezzo la storia del popolo ebraico ogni dichiarazione, anche la più assurda e offensiva, è consentita. Purtroppo, si può dire tutto e il contrario di tutto (e tutti si sentono autorizzati a farlo); si può addirittura arrivare ad affermare che sei milioni di morti non siano mai esistiti. E questo ci sembra veramente orribile. Così, ci domandiamo se chi realizza questi programmi valuta con attenzione il senso del proprio lavoro.
Inoltre, la puntata di SkyTG24 Sera (19 giugno) era dedicata alla questione Priebke, e dunque non si capisce perché dovesse parlare anche uno storico negazionista francese che non ha alcun titolo per esprimersi su un fatto conclamato e ultraprovato come la terribile strage delle Fosse Ardeatine. E infatti Faurisson ha parlato di altro, cioè della sua posizione di presunto e povero perseguitato. Ma vi rendete conto?
La sensazione è che per fare un po’ di giornalismo vivace (diciamo così) non si guardi in faccia a nessuno.
L’unico che ha preso una posizione precisa e sacrosanta e che ha detto delle cose sensate è stato Victor Magiar, il quale ha giustamente detto che se avesse saputo della presenza di Faurisson non avrebbe partecipato al dibattito. Noi gli diamo pienamente ragione. Come si può dibattere con un individuo che nega che la Shoah sia stata pianificata in modo razionale e strategico dal nazismo e che le camere a gas siano esistite?
Inoltre, Faurisson, come già detto, ha fatto la vittima dicendo che in Francia hanno promulgato una legge per impedirgli di veicolare le sue idee. Magiar ha giustamente ribattuto che la legge francese gli impedisce di negare la Shoah non di svolgere studi o di parlare della Shoah.
Quella che si è svolta la sera del 19 giugno 2007 è stata una brutta pagina di televisione. Speriamo solo che pochi giovani abbiano assistito alla trasmissione.

David Arciere

©CultFrame 06/2007


Stampa  Manda questa pagina a...   Scrivi un commento a questo articolo




 
Cultframe
è un magazine di arti visive e comunicazione che si occupa di
fotografia, videoarte, videoclip, cinema, dvd, spot, televisione, netart, arte digitale

Photoframe
| Grandangolo | Recensioni mostre | | Eventi e manifestazioni | I Maestri della fotografia |
| La fotografia e le altre arti | Libri | Librerie | Rassegna stampa | Link |
| Calendar of Exhibitions |

Videoframe
| Videofocus | Videoeventi | Videoclip | Cinefocus | Cinereport | Dvd |
| Link |

Spotframe
| Spot | Tra spot e spot | Libri | Link |

Il network Interact
Listino Multimedia |  Cortometraggi |  Rock |  Italian Recipes |
Evento Cosenza |  Prodotti Biologici |  Tatuaggi |  interact |
Scrittori |  Filmati |  Ricette |  Digital Media |
Qui Calabria |