
L’epopea continua Il Giro d’Italia 2007 Anche quest’anno la grande avventura popolare del Giro d’Italia si è svolta in maniera coinvolgente. Nonostante gli scandali doping che continuano ad abbattersi sul mondo del ciclismo, il Giro non ha perso il suo fascino antico, anzi quest’anno proprio per il livellamento dei valori causato dai controlli severissimi si è accresciuto notevolmente il livello agonistico regalando agli appassionati delle tappe strepitose. Le Tre Cime di Lavaredo e lo Zoncolon hanno riportato sul piccolo schermo le sensazioni di quei palpitanti avvenimenti sportivi che sono in grado di coinvolgere tutti: intellettuali, proletari, sportivi, ceti di tutti i tipi. Il ciclismo, nonostante tutto, ha ancora il sapore dell’evento del popolo, un evento scandito dal sudore, dalle fughe, dalle salite e dalle crono ma anche dagli straordinari paesaggi italiani (nonché dalle città) che sono entrati nelle case di tutti gli italiani per tre settimane. Ha vinto meritatamente Danilo Di Luca, campione caparbio e solido che è definitivamente maturato proprio in occasione del recente Giro, maturazione che tutti gli spettatori hanno potuto assaporare tappa dopo tappa ad ogni appuntamento televisivo pomeridiano.
Proprio la trasmissione della corsa rosa in tv rimane uno degli appuntamenti più significativi della stagione. Seguire ogni giorno le imprese di questi atleti fornisce a chi guarda l’idea del sacrificio e del coraggio ed anche la possibilità di compiere un viaggio in Italia che altrimenti sarebbe impossibile. La Rai, tutto sommato, riesce ogni volta a creare uno spettacolo adeguato, seguendo con precisione l’evoluzione della competizione e dando costantemente informazioni che permettono allo spettatore di vivere intensamente la corsa.
Il successo dello spettacolo televisivo del Giro è dunque sempre assicurato nonostante i commentatori non siano proprio eccelsi (così come non sono eccelsi i commenti degli ex calciatori che seguono le partite di calcio). A parte Davide Cassani che riesce sempre ad essere puntuale e a compiere valutazioni corrette degli avvenimenti e delle strategie. Cassani ha vissuto il ciclismo in prima persona (è stato un ottimo professionista per molti anni) ma ha anche la capacità di parlare in modo sintetico, chiaro ed efficace. Ciò non capita ad altri suoi colleghi cooptati per le trasmissioni in diretta (ciclistiche) che invece hanno evidenti problemi di vocabolario e di sintassi.
Appuntamento al 2008.
David Arciere
©CultFrame 06/2007
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