La città dove tutto è possibile
Inside New York su Leonardo

Chi non è mai stato a New York ha nel proprio immaginario un’idea della metropoli americana che si è formata attraverso le storie e le immagini che ci ha proposto il cinema contemporaneo. Soprattutto i personaggi scorsesiani, italo-americani quasi sempre in odore di mafia, o anche quelli di certe commedie brillanti urbane dai tratti un po’ snob. Oppure ancora certi stereotipi alleniani, o di derivazione alleniana (vedi Sex and the City).
Esiste però una New York vera, fatta di gente che ha delle aspirazioni, dei sogni, magari un lavoro insoddisfacente e che attraversa la città in lungo e in largo ogni giorno, arando un territorio enorme e pieno di contraddizioni.
Altra condizione interessante è quella degli stranieri che cercano di trovare una realizzazione esistenziale nella grande città americana. E’ un mondo fatto da tante nazionalità, costituito da soggetti che desiderano fortemente esprimersi in un campo cha attiene alle loro aspirazioni e ai loro desideri. Tra questi molti italiani, e la trasmissione intitolata Inside New York (su Leonardo – piattaforma Sky) mette in luce con grande precisione le sensazioni che provano molti giovani italiani fuggiti dal nostro disgraziato paese perché non hanno trovato spazio. Le dichiarazioni sono sempre le stesse: a New York si è liberi di proporsi, di intraprendere una strada limpida senza dover essere amico/a di qualcuno di potente che ti raccomandi. In sostanza, la Grande Mela è il posto dove conta cosa sai fare (e come lo sai fare) e non chi sei o chi conosci.

Ha raccontato molto bene questa realtà Marta Mondelli. Con all’attivo alcune interpretazioni "italiane", la giovane attrice ha scelto di andare a mettersi in discussione a New York, proponendosi non solo come interprete ma anche come autrice di sceneggiature. Il quadro che tratteggia Marta è veramente diverso da quello italiano ed è proprio la protagonista della puntata che abbiamo esaminato a mettere sotto accusa con molta chiarezza il perverso sistema nostrano, in cui tutto sembra immobile e dove ci si scontra sempre contro muri di gomma. Certo, ciò che succede a New York non è tutto rose e fiori: bisogna essere sempre alle feste, alle inaugurazioni, belle, sorridenti e spumeggianti. E soprattutto costantemente ottimiste. Il tutto, come sostiene Marta Mondelli, può finire per travolgerti e così ogni tanto è necessario prendersi delle pause. Tra piccole interviste e panoramiche sulla città, la protagonista descrive la sua giornata tra agenzie, teatrini e la zona appartata di Brooklyn nella quale c’è la sua casa.
New York rispetto a Roma sembra davvero un altro mondo, un luogo forse un po’ spaventoso per noi italiani attaccati in maniera edipica alla nostra Storia ma capace di assorbire e valorizzare chiunque.

David Arciere

©CultFrame 05/2007


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Marta Mondelli
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