
Modeland: quanto è bello il vuoto sul piccolo schermo Su All Music Qualche giorno fa, mettendo in pratica il solito zapping quotidiano alla ricerca di materiale di cui parlare nella rubrica Tra Spot e Spot ci siamo imbattuti nel canale All Music.
La sorpresa è stata notevole, perché stavamo "navigando" sulla piattaforma Sky. All Music (canale 128 Sky), infatti, si vedeva in precedenza solo tramite segnale analogico-terrestre. Abbiamo appreso da news pubblicate in vari contesti informativi che questa novità fa parte di un accordo più esteso che vedrà il Gruppo Espresso fornire anche ben venticinque canali audio tematici alla piattaforma della tv di Murdoch. Ma ritorniamo a All Music.
Sinceramente non avevamo mai prestato grande attenzione a questa emittente, così ci siamo messi d’impegno. Abbiamo analizzato il palinsesto, verificato quali erano i programmi più significativi e ci siamo imbattuti in Modeland, trasmissione condotta da uno dei vincitori de Il Grande Fratello, Jonathan Kashanian. La nostra curiosità si è concentrata su questo appuntamento poiché avevamo letto news e interviste su alcune testate giornalistiche. Ci interessava, per prima cosa, vedere come All Music, tv inserita nel progetto mediatico-editoriale del Gruppo Espresso, si rapportasse al mondo della comunicazione giovanile e della televisione commerciale.
La prima notazione riguarda il target del potenziale pubblico: età molto bassa, senza dubbio, per un’iniziativa editoriale determinante per un’azienda del settore dell’informazione che ha sempre fatto della qualità dei loro prodotti un fiore all’occhiello.
Ci siamo così "sintonizzati" all’orario previsto (il programma in verità è iniziato il 23 gennaio scorso e dunque non sappiamo se abbiamo a che fare con una replica, ma poco importa), ben disposti e vogliosi di scoprire una nuova realtà televisiva.
Fin dalle prime immagini, però, un senso di sconforto cattura il nostro sguardo e le nostre orecchie. Il senso di sconforto man mano che va avanti il programma si trasforma prima in un profondo disagio poi in tristezza senza precedenti.
Il conduttore accompagna tre aspiranti modelli/e in una sorta di gara che dovrà decretare chi di loro inizierà questa meravigliosa e fantasmagorica carriera.
Si tratta di una trasmissione che ricicla in maniera palese tutte le tendenze più kitsch e trash della tv italiana contemporanea. Dentro c’è tutto: un po’ di reality, un po’ di impostazione "costanziana-defilippiana", un pizzico di gara, uno sguardo tutto eccitato verso il mondo vacuo della moda. Un cocktail veramente deprimente che trova la sua "massima esaltazione" nei brani in studio dove alcuni ospiti/giurati giudicano le modeste performance degli aspiranti modelli.
Modeland dovrebbe essere un programma per giovani, vivace e volutamente superficiale, leggero, invece è solo un sistema di impulsi visuali, di segni commerciali e di immagini stereotipe organizzate in una sorta di format paradigmatico che rappresenta quanto di più sbagliato si possa fare in tv, oggi. Si pensa forse di fidelizzare il pubblico giovanile con operazioni di questo genere? Dietro i palinsesti di All Music ci saranno senza dubbio degli strateghi molto più trendy e titolati di noi, ma permetteteci di avere delle perplessità sul senso di queste iniziative televisive.
Quando il marketing applicato alla tv finisce per trasformare la comunicazione televisiva in un circo visuale fine a se stesso, quando anche un gruppo editoriale di fondamentale importanza per il nostro paese non fornisce un’impronta precisa a un suo canale, quando nessuno ha più la forza di sostenere che un programma vuoto è un programma vuoto e basta, vuol dire che stiamo messi proprio male.
Ed allora, tutto sommato, non rimane che rifugiarsi dentro una bella partita di calcio (sperando che non sia fasulla, ovviamente).
David Arciere
©CultFrame 06/2006
|
|
|