Coppa del mondo… delle futilità
Mondiali di calcio in tv

Quest’anno chi non ha avuto l’idea (malsana) di pagare a Sky l’intero pacchetto delle partite dei Mondiali di Calcio, sta vivendo un’estate (chiamiamola così) meno ossessivamente concentrata su partite e goal. Per chi segue i "campionati" sulla tv analogica, solo un match al giorno: una dose ancora sopportabile di pallone, dopo un anno concluso con la vergogna (più che lo scandalo) di "calciopoli".
Proprio le inchieste in corso hanno gettato sull’avventura mondiale dell’Italia un’ombra. Mettersi a tifare per una nazionale che è espressione di un movimento sportivo malato appare sinceramente poco dignitoso. Conviene, così, guardare le partite con distacco e godersi veramente il calcio, quando quest’ultimo viene giocato come si deve.

Ma torniamo alla tv. Il primo elemento da sottolineare sono le riprese della televisione tedesca. E’ stata presa la decisione di mandare in onda le immagini nel formato 16:9, il che garantisce una visione senza tagli laterali del terreno di gioco, con la conseguente possibilità di inquadrare la manovra delle squadre in maniera più ampia. Questo formato, da una parte molto interessante, ha però generato (per quel che riguarda le riprese in stadi molto grandi) immagini estese che riducono i giocatori a puntini scuri in un gigantesco prato verde. Di conseguenza, spesso, si perde il gesto tecnico, l’invenzione individuale, cioè la poesia del calcio mentre sono più decifrabili la strategia di gioco, le tattiche difensive e offensive.

Capitolo telecronache RAI. Qui, stiamo messi proprio male. Infatti, il telecronista/giornalista è come sempre affiancato da un commentatore/tecnico, in genere un ex giocatore. Proprio, quest’ultima figura rappresenta il punto debole di questo sistema informativo. Il più delle volte, infatti, i campioni in pensione si limitano a descrivere le azioni che tutti noi abbiamo già visto, senza compiere analisi illuminanti e soprattutto esprimendosi in un italiano terrificate. Frasi smozzicate, verbi pronunciati alla rinfusa, piccoli problemi sui congiuntivi, sintassi pirotecnica. Ci domandiamo il senso di questo tipo di commento che non aggiunge nulla al senso di una partita. E il fastidio maggiore è che questi commentatori assoldati dalla tv pubblica sono in parte pagati anche con il contributo di tutti noi che versiamo annualmente i soldi del canone.
In qualche caso oltretutto, questi campioni del passato si lanciano in considerazioni non proprio corrette. Gli atleti, anche quando sono deboli, non si irridono, mai. E chi ha fatto sport dovrebbe conoscere perfettamente questa legge non scritta. Eppure…

Ma veniamo alla partita Italia-Ghana. A parte, le tautologiche e ovvie "riflessioni" del commentatore sportivo, abbiamo dovuto sentire per tutta la partita notazioni di un "corrispondente da bordo campo" del tipo: "Lippi si è tolto il giubbino"; oppure: "il portiere del Ghana Kingstone na ha la g nel cognome". Ma il massimo dello sconcerto l’abbiamo raggiunto quando si è insistentemente sottolineato che sugli spalti era presente la fidanzata del portiere Buffon. Poi dalle parole si è passati ai fatti, e la regia italiana ci ha mostrato l’immagine di questa ragazza che tifava. Vi invitiamo a riflettere su questo modo di riprendere e commentare una partita di calcio. Per quel che ci riguarda possiamo solo dire che il fatto che in mezzo al pubblico fosse presente anche la fidanzata di Buffon era un dettaglio totalmente insignificante. Chissà cosa ne pensa il direttore di Rai Sport?

David Arciere

©CultFrame 06/2006


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