
Vita da poliziotti Commissariato Trevi-Campo Marzio, su Fox Crime Avevamo segnalato la nascita dell’emittente Fox Crime, tv dedicata interamente ai telefilm polizieschi, al giallo e a trasmissioni su episodi di cronaca nera. Dopo un periodo di monitoraggio del palinsesto, ecco che ci si presenta l’occasione di segnalare un programma che stimola, senza alcun dubbio, il nostro interesse.
Si tratta di Commissariato Trevi-Campo Marzio. E’ una sorta di "docu-fiction" che intende raccontare le vicende quotidiane di poliziotti in carne ed ossa che operano all’interno di uno dei commissariati più centrali di Roma. Sono undici puntate (in onda ogni giovedì, con varie repliche) della durata di sessanta minuti ciascuna. Undici racconti di vita quotidiana di uno dei lavori più ingrati e pericolosi del servizio pubblico, un lavoro comunque importantissimo e utile per la gestione della convivenza civile. Indagini, interventi improvvisi, perquisizioni, arresti, appostamenti e pedinamenti, inseguimenti, pattugliamenti di strade e quartieri. L’esistenza giornaliera dei tutori dell’ordine è raccontata con stile decisamente innovativo e linguisticamente complesso.
Ma andiamo con ordine.
L’elemento fondamentale da evidenziare è il seguente: per amplificare l’effetto di realismo gli operatori salgono sui veicoli della Polizia, partecipano alle azioni degli uomini del commissariato, rubano immagini nelle situazioni più concitate, documentano le attese e i momenti di vuoto così come le scene (vere) più rocambolesche e convulse. La struttura realistica del racconto è aumentata dall’uso di videocamere molto maneggevoli e da altre microcamere posizionate sulle "pantere" della Pubblica Sicurezza. Il risultato è che il racconto di una giornata di lavoro è scandita attraverso innumerevoli immagini (dai più svariati punti di vista) che portano lo sguardo del telespettatore all’interno di una realtà che sfugge agli occhi di tutti noi. E’ una sorta di vita parallela, di città parallela, dentro la quale si sfidano poliziotti e criminali, in un continuo cercare ed inseguire, nascondersi e intervenire.
I ragazzi della Polizia divengono così familiari, tanto che il fruitore del programma finisce inevitabilmente per immedesimarsi esattamente come se ci si trovasse di fronte ai protagonisti di una fiction. Il fatto è che i tutori dell’ordine, quelli veri, spesso sono più bravi dei loro colleghi attori, poiché portano dentro le scene un carico di umanità (di simpatia e antipatia) veramente coinvolgente.
Commissariato Trevi-Campo Marzio è un programma realizzato con assoluta cura e capacità da parte degli autori di costruire tensioni e generare attese. La conclusione di ogni puntata lascia, infatti, chi guarda in uno stato di sospensione, nell’attesa che, ad esempio, dopo un lungo appostamento, i poliziotti intervengano in forze per bloccare spacciatori di droga o altri soggetti non proprio raccomandabili.
La critica che si potrebbe muovere a questa trasmissione potrebbe essere la seguente: si gioca molto sulla documentazione della realtà, eppure in modo neanche tanto velato si interviene sulla realtà stessa, come direbbe Carlo Fecero, "pettinandola". Alcuni passaggi, infatti, sembrano organizzati in funzione di un discorso linguistico, così gli interventi della Polizia non sono affidati ad una registrazione asettica di quanto accade ma vengono "costruiti" con sapienti accostamenti di immagini e il meccanismo complesso del montaggio. Il posizionamento di videocamere sulle volanti, inoltre, genera quello che può essere definito l’effetto telefilm (compresa la consapevolezza da parte dei protagonisti di essere costantemente ripresi). Tale questione però non modifica la sostanza contenutistica del programma che intende semplicemente trasmettere allo spettatore la sensazione di vivere le stesse emozioni e le medesime tensioni che vivono tutti i giorni e tutte le ore i poliziotti di Roma.
Così, il frutto di questa impostazione è televisivamente vincente e in grado di creare uno stato di affezione da parte del pubblico.
David Arciere
©CultFrame 04/2006
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