
Grande Fratello, ovvero reality fiction La vera natura di un programma, tra modelle, ballerine ed ex aspiranti veline L’edizione 2004 de Il Grande Fratello è iniziata chiarendo finalmente un punto che era sempre stato un elemento di ambiguità. Si tratta non di un reality show ma di una "reality fiction".
Questa volta gli autori hanno evidentemente deciso di giocare a carte scoperte, annunciando in maniera chiara i precedenti che nel mondo dello spettacolo avevano avuto alcuni concorrenti. Questo è un buon segno, anche se a voler scavare a fondo un po’ di reticenza sulla questione c’è stata. Il fatto che la ragazza gallese Catrina sia stata in un recente passato una nota modella di fotografia erotica, con tanto di paginone sexy in uno dei quotidiani scandalistici londinesi è stato abilmente celato. Forse perché tale notizia e relative immagini esplicite avrebbero potuto turbare i più bacchettoni? Sinceramente non capiamo. E gli altri aspiranti vincitori del premio di 300.000 euro? Diversi ruotano da tempo nell’ambito del tempestoso mare dello spettacolo e della moda: dallo stilista Jonhatan a un’ex aspirante velina toscana, fino, addirittura, ad un sosia del cantante Grignani proveniente da Lucca.
Insomma, Il Grande Fratello 2004 è stato sapientemente costruito andando a rovistare nel sottobosco di un ambiente che ospita tutto e il contrario di tutto, individui glamour e belle ragazze, giovani aitanti e ballerine. E’ stato fatto un casting, esattamente come si fa per un qualsiasi spettacolo televisivo. Dunque, perché continuare con questa storia delle selezioni casuali?
Alcune note sulla puntata inaugurale, abbastanza problematica. Collegamenti che cadevano, audio che scompariva, un’eliminazione immediata totalmente priva di senso e inutili "scherzetti" iniziali veramente infantili. Risultato? Noia e tempi allungati.
Infine, una considerazione sul modo in cui i partecipanti si muovono davanti alle telecamere. E’ palese il fatto che recitino una parte. Non che qualcuno gli dica cosa fare, non ce ne sarebbe bisogno. La questione è che dopo diverse edizioni tutti sanno che per risultare simpatici e appetibili sotto il profilo spettacolare è necessario urlare, ridere senza motivo, essere "casinisti" e fare finta di voler comunicare con gli altri. Bisogna quindi apparire e non essere.
Nei confronti di questi soggetti scatenati e per niente ingenui, i vari Taricone e Cristina della prima edizione facevano davvero tenerezza.
David Arciere
©CultFrame 09/2004
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