
Colpi di genio e comicità trash Libero di Teo Mammucari su Rai Due Ritorniamo sul fenomeno Libero per tentare di comprendere i meccanismi che ne hanno determinato il successo. Certamente l’immagine di Teo Mammucari risponde ad alcuni requisiti fondamentali adatti per fare presa sul pubblico del piccolo schermo. Alto, magro, pieno di energie, faccetta rotonda impertinente, aria da bravo ragazzo romano dotato di furbizia e prontezza nella comunicazione, modi semplici e fin troppo diretti, comicità di base che prende in considerazione il gergo giovanile stradaiolo, abile utilizzatore del kitsch e del trash, fattori usati come elementi narrativi ed (anti)estetici. La logica che guida la sua cifra comica è quella tipica dell’animatore di villaggi turistici e dell’intrattenitore, acuto e sveglio, a cui tutto può essere perdonato.
L’orario in cui va in onda la sua trasmissione gli consente una grande autonomia espressiva, con la possibilità di concedere tutto alla riuscita della battuta.
Teo Mammucari è un uomo di spettacolo pieno di talento e forse è proprio per questo che attualmente, vista l’inconsistenza di molti personaggi televisivi, tutto gli è permesso, anche alcune battute non proprio politicamente corrette. I suoi bersagli preferiti sono le donne e la presunta vacuità delle figure femminili che partecipano al suo programma. Le allusioni sessuali sono frequenti e un po’ pesanti, nonché le frasi esplicite (seppur chiaramente e certamente scherzose): "te posso bacia na’ zinna" (n.d.r., seno).
A queste derive non proprio eleganti (e a nostro avviso superflue) si alternano degli autentici e meravigliosi colpi di genio. Riccardo Schicchi, marito di Eva Henger e produttore del porno system italiano, vestito da zorro che nella notte romana attraversa il traffico incurante del pericolo è senza dubbio una delle invenzioni più assurde ed esilarati degli ultimi anni. Le incursioni telefoniche all’interno di trasmissioni di emittenti locali hanno generato, inoltre, delle scenette storiche (ricordiamo quella con un esponente della destra ed un altro con alcuni tifosi romanisti) mentre gli scherzi telefonici (con annunci) ormai stanno lasciando sempre più spazio ad invenzioni create per trasportare il clima del programma in una dimensione spensierata, simile a quella delle vacanze estive o di una gita scolastica, e al tormentone francamente trascurabile di "Anvedi come balla Nando"...
Mammucari gioca tutto sulla velocità, sul grottesco, sul paradossale e sull’ultrapopolare. Non ha paura di esagerare e percorre la strada sottilissima che divide presa in giro e serietà espressiva. In sostanza, ha doti enormi, doti che però, prima o poi, dovranno essere sfruttate in modo più "alto" ed incisivo. Il pericolo è quello dell’autoincartamento, e della autoghettizzazione in una televisione "estrema" ai limiti della volgarità. E non bisogna cadere nel tranello di considerare la libertà nella quale opera Mammucari il segno di una tv che cresce, poiché la sua comicità, seppur travolgente, non tocca strategicamente il mondo che conta. Quindi risulta innocua. Chissà se vedremo mai il conduttore di Libero fustigare i veri potentati economici e politici del nostro paese. Allora sì, che la sua potrebbe essere considerata grande tv.
David Arciere
©CultFrame 04/2004
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 Teo Mammucari
 Il sito di Teo Mammucari Rai Due
| Crediti | | Programma | Libero | | Rete | Rai Due | | Autori | Giovanni Benincasa, Carlo Aluffi, Teo Mammucari | | Conduttore | Teo Mammucari | | Regia | Cristiano D’Alisera | | Giorno | Martedì | | Orario | 23.45 |
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