Sessanta minuti a senso unico
Una puntata speciale del Maurizio Costanzo Show

Mercoledì 27 marzo, come tutte le sere da molti anni, sui teleschermi di Canale 5 si è palesato Maurizio Costanzo, il quale ha comunicato che era riuscito a strappare, sorprendentemente, un intervento in diretta al Presidente del Consiglio: Silvio Berlusconi. Non ci soffermeremo in questo nostro articolo su questioni di carattere politico, anche se, ammesso che qualcuno avesse ancora dei dubbi, è apparso evidente in tutto il suo macroscopico "splendore" il pesante problema del conflitto di interessi.

Abbiamo dunque visto circa sessanta minuti di trasmissione, senza pubblicità, in cui si è assistito ad una forma di comunicazione televisiva che potremmo definire anomala.
Il Presidente del Consiglio, infatti, non è stato quasi mai interrotto. Ogni tanto Costanzo ha provato ad intervenire ma è stato spesso ignorato dal capo del governo, al punto che lo stesso giornalista-conduttore ha dovuto inizialmente far presente di aver il diritto, essendo oltretutto il padrone di casa, di dire qualcosa.

Dal punto di vista mediatico si è trattato di uno spazio a dire il vero poco interessante e per niente stimolante per il cittadino qualsiasi. Nella televisione moderna, il concetto di confronto appare fondamentale per avvicinarsi allo spettatore comune. Tanto per fare un paragone, un’aria completamente diversa si respira in un contenitore giornaliero che va in onda su La7 alle 20.30: 8 e mezzo. I due conduttori Giuliano Ferrara e Gad Lerner, oltre a litigare tra loro, infatti, pungolano, stimolano, criticano e non si mostrano mai passivi nei riguardi dei loro ospiti che, proprio per questo motivo, sono costretti ad esprimersi in un ambito che potremmo definire di dialettica democratica e di sano e libero giornalismo.

Ci domandiamo dunque, quale senso abbia avuto la presenza durante il Maurizio Costanzo Show del 27 marzo di un Presidente del Consiglio non contrapposto ad interlocutori in grado di compiere un’analisi oggettiva delle sue dichiarazioni.
Non si tratta in questo caso di essere a favore del governo o a favore dell’opposizione. Non è questo il problema. La questione è la seguente: quale valore può avere un tipo di comunicazione a senso unico, senza dibattito? Perché un esperto professionista della televisione come Costanzo non ha organizzato un incontro giornalistico serio e articolato, con la presenza di altri colleghi?
Sarebbe stato senza dubbio un altro programma, più autentico ed aperto.

David Arciere

©CultFrame 2002



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