
Stanley Kubrick Mostra, retrospettiva, incontri Sono passati più di otto anni dalla morte di Stanley Kubrick (7 Marzo 1999) ma la sua lezione creativa non solo è ancora attuale, è costantemente proiettata verso il futuro. Kubrick regista/artista/filosofo delle immagini tra i più grandi del XX secolo è stato certamente uno dei creativi più riservati, pignoli e lungimiranti del Novecento, in grado di situare la propria azione espressiva in un ambito ben più ampio rispetto alle rigide e per certi versi aride suddivisioni storico/critiche delle arti visive contemporanee.
I suoi film, infatti, non erano semplici lungometraggi, erano saggi filosofici sull’umanità, elaborazioni visuali concettuali, opere premonitrici, veri e propri oggetti d’arte portati a termine grazie a un lavoro certosino, e per certi versi maniacale. Tredici titoli tra il 1953 e il 1999, hanno caratterizzato una carriera unica che ebbe inizio come giovanissimo e talentuoso fotografo per la rivista Look e che si è conclusa con uno dei suoi lungometraggi più controversi Eyes Wide Shut, tratto dal romanzo Doppio sogno di Arthur Schnitzler.
Proprio alla figura di questo grande autore è dedicato un articolato evento espositivo/culturale che avrà luogo nell’ambito della riapertura (dopo alcuni anni) del Palazzo delle Esposizioni di Roma.
La mostra incentrata sull’arte di Kubrick in verità arriva da lontano. Si tratta infatti di un’iniziativa itinerante prodotta dal Deutsches Filmmuseum di Francoforte in collaborazione con The Stanley Kubrick Estate (Christiane Kubrick e Jan Harlan). La cura è affidata a Hans Peter Reichmann.
La mostra rappresenta una sorta di viaggio all’interno dell’universo cinematografico del cineasta americano, con particolare attenzione nei confronti di 2001 Odissea nello spazio, capolavoro della storia del cinema a cui è dedicata una sezione espositiva all’interno della quale sarà collocata la ricostruzione di parte della scenografia utilizzata per il prologo. Tra le molte curiosità presenti anche alcuni elementi tecnologici/fotografici che permisero a Kubrick di lavorare in maniera anticonvenzionale sui concetti di immagine e inquadratura.
Ma l’evento Kubrick non riguarderà solo la parte strettamente espositiva, sarà infatti programmata tra il 6 ottobre 2007 e il 6 gennaio 2008 una retrospettiva (quasi) completa dei suoi lungometraggi (lingua originale con sottotitoli in italiano) da Killer’s Kiss fino a A.I., opera a lungo elaborata da Kubrick e poi portata a termine da Steven Spielberg. Altra iniziativa collaterale, ma non meno importante, sarà quella destinata a ben undici incontri pubblici (Io e Kubrick) sulla figura dell’autore di Barry Lindon e Arancia Meccanica, la serie sarà preceduta dalla proiezione del documentario di Jan Harlan Stanley Kubrick: A Life in Pictures. Tra gli esperti che parteciperanno a questi "convegni aperti" vi segnaliamo Enrico Ghezzi, Mario Monicelli, Luca Bigazzi e Dario Argento.
m.g.d.b.
© CultFrame 10/2007
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