
Torino Film Festival XXIV edizione Chiusura e premi E per la 24ma edizione del Torino film festival è arrivato il momento dei premi. Si è conclusa la kermesse torinese con grande soddisfazione degli organizzatori e dei direttori per la notevole affluenza del pubblico e la qualità dei premi assegnati dalle giurie. Premi che come spesso accade nei festival seguono la corrente degli ultimi anni gratificando opere che provengono da paesi di cui si occupa anche la cronaca politica anche se bisogna ammettere che quelli di Torino non hanno esagerato da questo punto di vista.
Gli ultimi giorni del festival si sono (pre)occupati di districarsi tra le varie sezioni proponendo alcune pellicole stimolanti come quelle provenienti dalle Filippine e in particolare Manoro/The Teacher di Brillante Mendoza, opera che si occupa, con una intensità poetica inusitata, per un film politico, molto vicino tra l’altro a quelli dei fratelli Taviani del La Notte di san Lorenzo, di un problema annoso per quel paese come l’alfabetizzazione. Un affascinante road movie ci viene invece dal Portogallo con 98 Octanes di Fernando Lopez in cui una coppia si abbandona utopisticamente al proprio enigma in un telaio di visionarietà creato dal regista, uno tra i più interessanti del cinema contemporaneo.
Sempre Fuori Concorso due pellicole d’autore come l’anemico e decorativo Klimt-Director’s Cut di Raoul Ruiz con John Malkovich nel ruolo omonimo, dimostrazione come arte e spettacolo delle volte non vanno d’accordo e che un altrove bravo attore come Malkovich alle prese con un personaggio geniale come il pittore viennese non può che risultare di maniera e esagerato, e poi un visionario horror Lewisiano, nel senso di Carol e non di Jerry, come El laberinto del Fauno firmato Guillermo del Toro che mescola gli orrori della guerra, infatti è ambientato sul finire della guerra civile spagnola, con quelli dell’adolescenza violata e il passaggio, delle volte traumatico, all’età adulta.
Infine alcuni titoli che difficilmente troveranno spazio nelle sale italiane, ma in fondo chi trova spazio nelle sale italiane, come la divertente rivisitazione dei serial tv anni ’60 tipo Ai confini della realtà del brasiliano Sarcofago Macabro di Ivan Cardoso, il franco israeliano David’s Perlov’s Diary di David Perlov diviso in vari capitoli e firmato da uno dei documentaristi più in vista d’Israele e il documentario di Elio Germini Anger me dedicato ad uno dei personaggi più controversi della cultura americana come Kenneth- Hollywood Babilonia-Anger.
Ovviamente i titoli sono stati molto più numerosi ma interrompiamo qui il nostro viaggio all’interno della 24ma edizione del Torino film festival un po’ perché non siamo riusciti a vedere tutto, un po’ perché quello che abbiamo visto ci è piaciuto tanto che non abbiamo voluto annacquarlo per dovere di cronaca.
E passiamo ai premi: per il Concorso Lungometraggi, Premio Lancia Miglior Film Honor De Cavalleria dello spagnolo Albert Serra e Premio Speciale della giuria ex-equo Honor De Cavalleria di Serra e The Guatemalan Handshake dell’americano Todd Rohal. Concorso Doc 2006 Miglior Documentario Italiano Eliorama di Maicol Casale e Alberto Momo. Premio Cipputi al miglior film sul mondo del lavoro con Il lato grottesco della vita di Federica Di Giacomo. Premio Fipresci Miglior Lungometraggio in concorso a Notes by a Trackman del kazakistano Zhanabek Zhetyruov e menzione speciale al franco algerino Bled Number One di Rabah Ameur-Zaimeche. Infine Premio Filmcritica "Bastone Bianco" a Walter Hill e il suo Broken Tail.
Insomma grande soddisfazione per un festival che porta in Italia una visione "altra" del cinema non trascurando quella più canonica ma non senza rivisitarla.
Nikola Roumeliotis
©CultFrame 11/2006
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