
Non mi lasciare qui Sergio Cammariere Sergio Cammariere è certamente una delle realtà musicali italiane più raffinate e artisticamente intense. La sua parabola, iniziata in sordina diversi anni fa, ha trovato ora una sua stabilizzazione nell’ambito del panorama di casa nostra. Cammariere non è più un poeta sconosciuto per pochi sofisticati estimatori (come succedeva a Roma qualche anno fa durante i suoi straordinari concerti estivi) ma un artista affermato presso il grande pubblico (in tal senso evidentemente ha giovato il passaggio sanremese del 2003). La qualità della sua musica però non si è abbassata, anzi tende sempre verso standard molto sofisticati, paradossalmente poco commerciali.
La stessa cura che Cammariere mette nelle sue composizioni può essere riscontrata anche nei video dei suoi brani. Evidentemente, la politica promozionale del musicista calabrese (e della sua attuale casa discografica) prevede, per fortuna, l’elaborazione di un’immagine che deve rispecchiare lo spessore creativo della musica.
Il videoclip di Non mi lasciare qui (singolo del bellissimo album intitolato Il pane, il vino e la visione) è in tal senso esemplare ed evidenzia una ricerca espressiva che si adegua a perfezione alle atmosfere sognanti e romantiche dei pezzi di Cammariere. La regia è stata affidata Maria Sole Tognazzi e Luca Guadagnino, mentre la fotografia è firmata da Massimo Foletti.
Il procedimento visivo/narrativo sfrutta quello classico, cioè la decontestualizzazione dell’azione musicale posta, a livello spaziale, in luogo anomalo. Si tratta di un escamotage di tipo surrealista che nel caso del video in questione è armoniosamente inserito in un contesto espressivo pieno di morbidezze visuali.
Sergio Cammariere si trova con il suo pianoforte nel mezzo di un bosco, nel quale si aggirano figure femminili eteree come scie di sentimenti irrisolti. L’idea che la bellezza della natura si rispecchi sulla superficie riflettente del pianoforte è esteticamente degna di attenzione anche se il fattore di maggiore interesse del video è l’abilità dei registi e del direttore della fotografia nell’utilizzazione degli elementi del linguaggio cinematografico, in primo luogo movimenti di macchina, sfocature e dissolvenze. Il videoclip si distende, così, lungo coordinate fortemente enigmatiche e stranianti che avvicinano il testo visivo all’idea del sogno, della deriva onirica.
Il video di Non mi lasciare qui ha dunque una sua autonomia espressiva e dimostra ciò che diciamo da sempre: è possibile promuovere un album o un brano singolo con eleganza e profondità artistica. Basta volerlo.
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©CultFrame 01/2007
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