
Falla girare Jovanotti Seguiamo sempre con molta attenzione, anche se in passato ne abbiamo recensito uno solo (File not found), i videomusicali costruiti sui brani di Jovanotti-Lorenzo Cherubini.
Il motivo è semplice, Jovanotti è uno dei pochi ad aver compreso, in Italia, l’importanza non tanto promozionale quanto comunicativa dei videoclip. Così, ogni qual volta si vede un suo nuovo video si comprende subito come sia stato concepito strategicamente per divenire un elemento fondamentale nell’ambito della strutturazione dell’immagine stessa di Jovanotti/Cherubini cantautore.
Il problema è che, nonostante gli sforzi, non sempre i risultati sono stati eccellenti, soprattutto per una sorta di inspiegabile incapacità di dare forma alle idee visuali con la necessaria convinzione espressiva. Comunque, l’ultimo videoclip di Lorenzo Cherubini (Falla girare), recentemente apparso sulle emittenti specializzate, rappresenta invece un prodotto compiuto, molto ben confezionato e basato su un’idea espressiva decisamente efficace.
Il nostro si trova in una megalopoli orientale. Cammina per le strade, inforca una motocicletta, tra grattacieli, insegne pubblicitarie, mercati, caos, confusione, luci, strade e incroci ma anche all’interno di un dedalo di vicoli di un quartiere popolare.
Il ritmo del video è assolutamente vertiginoso, è una sorta di incubo visionario metropolitano, un caleidoscopio delirante di flussi cromatici, un labirinto di impulsi psichedelici e subliminali che provoca nello spettatore un autentico stato di ansia percettiva. Più si assiste al vortice di immagini, più si cerca di non perdere alcun dettaglio. Ebbene, proprio quest’ultima è l’idea (eccellente) di questo video, cioè far divenire la visione di flussi incontrollati di segni visivi una sorta di rete onirica e mentale dalla quale il fruitore non riesce a sottrarsi se non nell’ultima liberatoria inquadrature dove la velocità viene improvvisamente e bruscamente rallentata.
E’ la rappresentazione della realtà odierna, di una società in cui ogni soggetto è obbligato a sopravvivere conducendo un’esistenza sempre lanciata a folle rapidità. Il fatto è che questa vita, in fin dei conti, è provocata dalle nostre stesse esigenze: cioè vivere in un mondo sempre più ricco (mentre un’altra parte di mondo non riesce neanche a mettere insieme il pranzo con la cena) nel quale la comunicazione non è più uno strumento ma un modo di essere, un’ossessione.
Il video di Falla girare trasmette tutto ciò, in maniera chiara e sottilmente angosciosa.
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©CultFrame 09/2006
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