
The End of the World The Cure Una stanza dai colori lividi si apre su una realtà esterna artificiosa, quasi sognante. Un’atmosfera alla David Lynch caratterizza ogni inquadratura. Gli oggetti si animano, si muovono nella spazio distruggendo e successivamente riorganizzando la realtà.
I quadri si rigirano sulle pareti, il latte si versa da solo sul tavolo, i piatti si rompono mentre sono adagiati dentro il lavello, il tubetto del dentifricio cammina sul lavandino, le sedie volano, nei muri si aprono spaventose voragini. Una deriva onirica si impadronisce della narrazione e apre imprevedibili orizzonti espressivi.
Il mondo sembra sgretolarsi, distruggersi, autoannientarsi, implodere in un processo catartico. La materia si trasforma, assume connotazioni surreali, illogiche. E’ la vita o è un incubo? Il corpo imprigionato in un spazio sempre più stretto cerca una possibile via di fuga ma quando viene raggiunto l’agognato spazio esterno tutto essere ricaduto se se stesso…così non rimane che ritornare indietro per ritrovare l’equilibrio perduto.
The End of the world, del gruppo The Cure, è un videoclip dallo straordinario impatto visivo che, come già detto, gioca la carta estetica e visionaria del cinema lynchiano. Utilizza anche i toni kafkiani tipici dei fratelli Coen e ricostruisce il visibile grazie alla pixillation, una tecnica di animazione cinematografica che permette di animare ciò che di solito è inerte.
Una struttura narrativa circolare incornicia questo video estremamente suggestivo che riesce a sostenere visivamente in maniera più che interessante il brano della storica rock band.
The End of the World è un clip di notevole classe nel quale sono perfettamente mescolate espressione artistica e comunicazione commerciale, come raramente è possibile vedere.
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©CultFrame 07/2004
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