
Tutto quello che un uomo Sergio Cammariere Sergio Cammariere è senza alcun dubbio uno dei musicisti più importanti e intensi del panorama italiano contemporaneo. Tutti quelli che lo seguono da tempo, come chi scrive, hanno apprezzato la sua crescita continua, il suo stile personale, le sue raffinate capacità compositive.
Il grande palcoscenico mediatico di Sanremo fortunatamente non l’ha stritolato, anzi ha amplificato la sua bravura ed ha veicolato la sua immagine in maniera positiva.
Ora, dunque, Cammariere non è più sostenuto solo da ammiratori fedeli ma anche dal "popolo del mercato", da quelli che comprano i dischi.
In questo nuovo contesto promozionale, deve essere collocato il lancio nel circuito delle emittenti specializzate del videoclip ispirato al brano Tutto quello che un uomo.
Prodotto dalla Ganga Film, società che già in passato aveva collaborato con l’autore calabrese, si tratta di un documento audiovisivo che si éleva chiaramente sopra il livello standard dei videoclip musicali italiani. Questo perché fin dalla prima inquadratura è possibile accorgersi di un elemento fondamentale, cioè che dietro la realizzazione di questo prodotto vi sono una precisa idea estetica, un’impostazione stilistica riconoscibile ed una concezione visiva non banale.
Il gruppo di Sergio Cammariere viene collocato in un ambiente buio e dalla struttura non identificabile. I musicisti sono distanti tra loro e illuminati in modo tale che non si veda nulla intorno. La macchina da presa disegna così nell’aria movimenti estremamente fluidi, delicati. Si tratta di vere e proprie carezze digitali che accompagnano l’esecuzione e trasportano il fruitore in una dimensione poetica alta e sofisticata. Cammariere suona un pianoforte senza gambe, seduto per terra, in una condizione che vuol esprimere un universo psicologico, ricco di amore e sofferenza, di tensione sentimentale e di profonda riflessione.
Su questo dispositivo visuale e narrativo si innesta infine una trovata per certi versi geniale che determina la mutazione improvvisamente del tono del videoclip. Dagli strumenti dei componenti del gruppo inizia lentamente a sgorgare sangue. Una soluzione surreale e traumatizzante, questa, che crea una frizione espressiva con la morbidezza della canzone e dei movimenti di macchina.
Un’idea, in sostanza, che vuole esprimere attraverso una provocazione estetica, dal carattere onirico e paradossale, la profonda e sconvolgente forza interiore che si scatena all’interno di un individuo durante la cruciale fase esistenziale dell’innamoramento. Tutto così diventa improvvisamente fisico e concreto, ma non in senso esteriore; anzi, in senso totalmente e tragicamente interiore, come tutta interiore è la poesia musicale di Sergio Cammariere.
m.g.d.b.
©CultFrame 04/2003
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