
Come Into My World Kylie Minogue Parigi. In un incrocio stradale di un quartiere molto popolare si concentra la vita della gente del posto. Una giovane donna, gioiosa ed energica, cammina dopo essere uscita da un negozio. Effettua un tragitto circolare per ritornare al punto di partenza. Quindi la medesima figura femminile esce di nuovo dallo stesso esercizio commerciale e compie esattamente lo stesso percorso di prima. Tutto questo per quattro volte consecutive, in un gioco di sdoppiamenti e raddoppiamenti allucinatori ma non nevrotici. Tutto si moltiplica: la ragazza protagonista, le persone che passano, quelle che lavorano, gli oggetti.
Stiamo parlando dell’ultimo videoclip interpretato dalla star australiana Kylie Minogue. Il brano in questione è Come Into My World ed è tratto dall’album di successo Fever. Dietro la macchina da presa il grande regista di videoclip Michel Gondry, il quale in questa occasione ha costruito, grazie alla tecnologia digitale, un piccolo gioiello in cui elementi tecnici, stilistici ed espressivi si fondono in modo ideale. Si tratta di un finto piano sequenza basato su carrellate indietro e laterali che seguono gli spostamenti del personaggio principale.
Centro del racconto diventa l’iterazione della figura femminile, e della sua fresca sensualità, inserita in un contesto urbano molto convulso e vitale. L’effetto che si ottiene non è ossessionante, anzi. Il meccanismo dinamico-visivo diverte decisamente e diventa una sorta di giostra molto ben equilibrata che si trasforma in una struttura in cui i movimenti e i gesti si incastrano a perfezione.
Questo video ci ha fatto tornare in mente, con le debite differenze, il capolavoro del regista polacco Zbigniew Rybczynski intitolato Tango (1982, durata 8 min.). Con attrezzature molto meno sofisticate il grande autore di cinema d’animazione concepì venti anni fa un corto molto simile nell’idea ma decisamente più complesso nella realizzazione concreta, basato sul passaggio e sull’intreccio di numerosi personaggi all’interno di una stanza.
Da notare come, caso veramente particolare nel mondo della dance-pop internazionale, Kylie Minogue nonostante sia rappresentante di un tipo di musica ultracommerciale e di bassissimo profilo artistico sforni uno dietro l’altro dei clip di ottima concezione e fattura.
Evidentemente, ogni tanto case discografiche, managers ed agenti servono a qualcosa, oltre che a fare soldi.
©CultFrame 11/2002
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