The Barry Williams Show
Peter Gabriel

Dieci anni di silenzio e subito un singolo che fa già discutere. Il santone dell’elettropop Peter Gabriel ingaggia Sean Penn come regista per il video del primo estratto dall’album "Up" e scatena immediatamente una polemica mediatica che gli costa il bando da alcune radio e la censura diurna da alcune emittenti televisive musicali.
The Barry Williams Show è un pezzo duro e diretto contro la real-tv, la tivù confessionale, quella ripugnante dei "casi umani", dei freaks emotivi, della finta pietà. Il paradosso è che da un lato si censura l’ottimo video di Gabriel, dall’altro si manda in onda a qualsiasi ora il trash più truculento.

Sean Penn mette in scena un "Jerry Springer Show" (modello originale) dantesco, sulfureo, condotto da un luciferino (ed autoironico) Barry Williams che introduce gioioso i suoi pervertiti, stupratori, sadomasochisti transessuali, baldracche e santi reincarnati, in un caleidoscopio lisergico di colori saturi, vallette infernali e paillettes. Sul ritmo incalzante con venature jazz appare anche Gabriel, ascetico, pizzuto e nerovestito rimane fuori dal crudele marasma mediatico, ritagliandosi il ruolo di narratore, mentre le immagini seguono perfettamente il testo in un’escalation di delirante cinismo. Gli effetti, curati da Entity FX, trasformano in poco tempo lo studio televisivo in un maëlstrom sanguinolento, il trionfo della tivù del dolore in cui finisce per affondare anche lo sfavillante sorriso del diabolico conduttore.
Efficace e ben girato, The Barry Williams Show trova un perfetto equilibrio tra dramma, umorismo nero e splatter, rivelandosi un perfetto esempio di immagini sposate al testo musicale.
E mentre stigmatizziamo il trash televisivo inglese ed americano, fingiamo di dimenticarci delle trasmissioni di Alda D’Eusanio.

Giovanni Romani

©CultFrame 09/2002


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Copertina dell'album Up




Relazioni
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Crediti
BranoThe Barry Williams Show
AlbumUp
InterpretePeter Gabriel
EtichettaCharisma
Anno2002
RegiaSean Penn
 
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