
Androgyny Garbage L’ambiguità sessuale è ormai da diverso tempo il cavallo di battaglia della comunicazione in ambito pubblicitario, efficace strumento promozionale già ampiamente sfruttato da diverse stelle del firmamento della musica pop, anche in tempi, ormai passati, in cui sbandierare presunte tendenze bisessuali o omosessuali era un’azione realmente provocatoria e rivoluzionaria.
Oggi, nonostante questo tipo di messaggio sia stato totalmente sdoganato dai mass media, ci sono interpreti della musica leggera contemporanea che continuano a sfruttare questo datato escamotage per veicolare un’immagine il più possibile accattivante.
E’ il caso, questo, dei Garbage che nel recente videoclip Androgyny, grazie all’apporto fondamentale della cantante solista del gruppo Shirley Manson hanno realizzato un clip dalle atmosfere morbose e cariche di chiari riferimenti sessuali.
Diretto da Don Cameron, questo video sfodera inizialmente delle immagini decisamente interessanti in linea con una certa tendenza dell’arte contemporanea che si può rintracciare nelle opere visive di maestri come David LaChapelle, Pierre et Gilles e Jeff Koons, una sorta di pop-art ultra moderna che in molti casi sfiora in un kitsch voluto e razionalmente organizzato a livello stilistico.
Intorno alla figura di Shirley Manson, proposta in una dimensione "violentemente" glamour (capelli rosso fuoco, labbra marcate in maniera evidente, trucco scintillante) si susseguono una serie di inquadrature che propongono un clima visivo e narrativo ovvio e scontato, clima che non porta a nessuna trasgressione ma anzi ingabbia questo video, ottimo sotto il profilo tecnico, in una serie di stereotipi fin troppo visti.
A salvare l’intera operazione è, però, proprio Shirley Manson, la quale riesce a conservare per l’intero clip, nonostante una certa banalità di fondo, un atteggiamento estremamente elegante e conturbante.
©CultFrame 2001
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