BNFF - Black Nights Film Festival
Tallinn, Estonia

L’Estonia, a quasi quindici anni dalla sua indipendenza, vive ancora di forti contrasti, visibili già dalla sua urbanistica: alla discreta ricchezza prodotta dal Paese in così breve tempo si contrappone uno dei più bassi salari medi europei, e questo a sua volta cozza col morboso desiderio di consumismo, qui vissuto come integrazione. E tutto ciò non fa che amplificare i contrasti sociali, portando a condizioni di sfruttamento da parte di chi detiene il potere economica e causando tensioni soprattutto fra la maggioranza della popolazione di etnia estone e la minoranza russa.
Ma al di là degli inevitabili strappi sociali che il processo di "de-sovietizzazione" ha portato con sé in tutti i Paesi ex-comunisti, l’Estonia, pur nei suoi problemi, ha acquisito uno spirito ed una mentalità molto simile a quello della maggior parte dei Paesi europei. Per rendersene conto basta camminare per le strade della sua capitale, Tallinn, che, sebbene mantenga il suo cuore medievale e una memoria del passato sovietico che ormai risiede quasi unicamente in ciò che resta delle architetture socialiste, è una città moderna e dinamica, piena di nuovi edifici di gusto contemporaneo, società di servizi che operano in tutto il mondo, centri commerciali e locali alla moda dal design di tendenza.

Dal 1997, in questo clima di fermento e crescita effervescente e talora caotica, si tiene a Tallinn un interessante concorso cinematografico, organizzato da Tiina Lokk, che è andato via via acquistando di importanza, anche a livello internazionale: il Tallinn Black Nights Film Festival (meglio conosciuto come PÖFF, in lingua locale), dedicato ad una filmografia che potrebbe essere definita "impegnata", la qual cosa non deve sorprendere considerando la natura decisamente europea e di nicchia del Paese. La selezione è tale che non vengono presentati, né in concorso né nelle varie rassegne fuori concorso, film nati col solo intento di diventare dei blockbuster, anche se poi alcune pellicole finiscono con l’essere amate da un folto e colto pubblico, oltre che dalla critica, come e’ stato per il semplice e poetico Ferro 3 del regista coreano Kim Ki-duk, vincitore di numerosi riconoscimenti, tra cui il premio del pubblico, nella scorsa edizione del Festival, e che quest’anno presenta fuori concorso il suo nuovo The Bow.
La sezione principale in concorso di questa nona edizione del PÖFF presenta 19 nuove pellicole appartenenti all’area euroasiatica. Tra i più attesi il teatrale e visionario The Piano Tuner Of Earthquakes dei gemelli Timothy e Stephen Quay, il controverso Paradise Now del regista palestinese Hany Abu-Assad, già premiato a Berlino per questa sua storia che parla di terrorismo palestinese dal punto di vista dei kamikaze pronti a colpire civili israeliani, il silenzioso e simbolico "virus del suicidio" di Eli, Eli, Lema Sabachtani? diretto dal giapponese Shinji Aoyama, le storie di urbana solitudine e ricerca d’amore in una Singapore densa di profonda umanità che Eric Khoo porta sullo schermo in Be With Me, l’odissea di sapore kafkiano di The Death Of Mister Lazarescu, seconda prova del regista romeno Cristi Puiu, vincitore quest’anno della sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes, la storia di una tortuosa infanzia di povertà, abbandono e sopportazione nella Svezia rurale così come raccontata dal giovane regista finlandese Klaus Härö in Mother Of Mine, il fantascientifico e filosofico ritorno sulla Terra di The Wild Blue Yonder del tedesco Werner Herzog.

A margine del concorso principale, la cui premiazione avverrà il 10 dicembre su decisione di una giuria internazionale, a cui capo siede la regista norvegese Eva Isaksen, ci sono altre quattro sezioni in concorso: una sezione dedicata ai film estoni, difficilmente visibili altrove, una di corti di animazione ("Animated Dreams"), una di film per bambini ("Just Film") ed un’altra dedicata ai giovani studenti di cinematografia ("Sleepwalkers").
Vincitore della sezione Just Film - Bambini è risultato Color Of The Milk del norvegese Torun Lian, mentre per la sezione Just Film - Ragazzi il premio è andato a Popular Music From Vittula dello svedese Reza Bagher. Un premio speciale è stato dato al film Turtles Can Fly diretto da Bahman Ghobadi.

Nel mezzo dei vari film in concorso, il calendario fuori concorso è fitto di appuntamenti con lavori presentati o premiati nei vari festival durante le passate due stagioni (tra i più significativi Battle in Heaven del messicano Carlos Reygadas, Factotum del norvegese Bent Hamer, Eros del trio Antonioni-Soderbergh-KarWai, Manderlay di Lars Von Trier, Nobody Knows del giapponese Hirokazu Kore-eda, Broken Flowers di Jim Jarmush), con una sezione monografica su film ispirati alla letteratura di George Orwell (sono in programma sia il "1984" di Michael Radford che i film d’animazione "1984" di Michael Anderson del 1956 e Animal Farm di Batchelor&Halas del 1954), con rassegne sul cinema canadese e tributi a Gus Van Sant, ospite d’eccezione del Festival. Per l’Italia, fuori concorso, vengono presentati Certi Bambini di Andrea e Antonio Frazzi, e Onde di Francesco Fei.

Filippo M. Caroti

©CultFrame 12/2005


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Turtles Can Fly
di Bahman Ghobadi



Bee With Me
di Eric Khoo



Paradise Now
Hany Abu Assad



Mother of Mine
di Klaus Härö





Relazioni
VideoFrame-CineFocus. BNFF - Black Nights Film Festival, Tallinn, Estonia - Film Premiati

9th Tallinn Black Nights Film Festival





Informazioni
CittàTallinn, Estonia
Quando24/11/2005–11/12/2005
IndirizzoGonsiori 21
Telefono(372)6314640
Emailpoff@poff.ee
 
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