Million Dollar Baby
Clint Eastwood

Frankie Dunn allena pugili alla periferia di Los Angeles, dove gestisce la palestra The Hit Punch. Gli dà una mano Scrap, un ex boxeur cieco da un occhio legato a lui da una lunga amicizia. Le cose cambiano all'arrivo di Maggie, cameriera decisa a sfondare nel mondo della boxe femminile. Dopo un'iniziale diffidenza, infatti, e grazie alla mediazione di Scrap, Frankie prenderà la ragazza sotto la sua protezione, trasformandola in una vera professionista…



Recensione

E' un film di fantasmi Million Dollar Baby, allontanato in un tempo sospeso dalla voce fuori campo di Scrap (Morgan Freeman) e dalla fotografia di Tom Stern, con quelle luci livide e taglienti, da bianco e nero, a ricordare il miglior cinema di pugilato di fine anni '40 inizio '50, quello dei Wise e dei Robson, tra realismo e melodramma - si veda a proposito il bellissimo volume di Alessandro Cappabianca Boxare con l'ombra, nel quale, alla fine, troviamo anche un'appendice dedicata al film di boxe femminile, curata da Fernanda Moneta -. Film di fantasmi dicevamo, e di cicatrici.

Inizia tutto con una ferita sanguinante, rimarginata da un colpo più forte e sottolineata dal movimento di macchina in avvicinamento: l'unico vezzo registico in un film per il resto dominato da uno stile classico e secco, soprattutto nelle scene sul ring, vicine al realismo del genere. Frankie Dunn (Clint Eastwood) non fa solo l’allenatore, è anche un "cut-man", ovvero l'uomo dei tagli, specializzato nel fermare emorragie, raddrizzare nasi rotti e rimarginare ferite slabbrate. Non tutte le lacerazioni però si possono ricucire allo stesso modo, alcune impiegano anni a cicatrizzarsi o hanno bisogno di un gancio sinistro che le rimetta a posto; così quelle di Frankie. Non solo la figlia che ha "perduto" (prima cicatrice), alla quale scrive tutti i giorni senza ottenere risposta, anzi ricevendo indietro le lettere spedite, ma anche l'occhio cieco dell’ex pugile Scrap, di cui si sente in qualche modo responsabile; per questo va in chiesa tutti i giorni da 23 anni e nega ai suoi pugili la chance per il titolo mondiale: paura e senso di colpa. Seconda cicatrice.
L'arrivo di Maggie (Hilary Swank), grintosa cameriera venuta da un posto sperduto del Missouri, dall'infanzia difficile e dal presente precario ma decisa a diventare una pugilatrice professionista, cambierà le cose. Eastwood racconta questo rapporto, questo ritrovarsi di un padre con la figlia perduta e viceversa, nel più classico dei modi, partendo dall'iniziale diffidenza per arrivare ad un rapporto "di sangue", suggellato dalla frase in gaelico il cui significato viene spiegato alla ragazza prima del tragico epilogo. Tra duri allenamenti e tradizionali sequenze a episodi, che scandiscono l'avvicinamento al match per il titolo, Eastwood lavora al corpo i tre personaggi, restituendoceli in tutta la loro complessità senza per questo dimenticare indovinate figure di contorno - pensiamo a quella dell'aspirante pugile Danger, lui sì mezzo boxeur e mezzo ballerino, che sogna di sfidare Thomas Hearns per il titolo dei welter, presenza fantasmatica destinata a tornare dal nulla da dove è venuto per poi fare la sua ricomparsa. Sequenze che in altre mani sembrerebbero banali con Eastwood diventano momenti cruciali, lirici e commoventi, quasi fordiani, come il ritorno in macchina dalla casa dei genitori, a ricordare il passato, a reinventarne uno condiviso cui poter tornare, un giorno, nel quale potersi ritrovare, mangiando torte alla crema di limone e guardando bambine accarezzare un cane. E quello di Ford, del suo cinema e delle sue bellissime contraddizioni è un fantasma certamente presente, in certi richiami ad un’Irlanda sognata, ad esempio, o nella ricerca di un luogo dove dimenticare il pugilato per trovare, come John Wayne-Sean Thornton, la pace dell'"uomo tranquillo".

Tratto da un racconto di F.X. Toole, dalla raccolta Lo sfidante, e sceneggiato da Paul Haggis, Million Dollar Baby conferma l’impeccabile metodo Eastwood: storie che funzionano, sceneggiature solidissime e collaboratori fidati per proseguire, dall’interno dei generi, la propria dolente riflessione sull’America, tra vite ai margini e colpe da lavare, con una chiarezza, una semplicità e un rispetto per lo spettatore che sono la grande lezione del cinema classico.

Manuel Bellicchi

©CultFrame 02/2005




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Million Dollar Baby
di Clint Eastwood





Relazioni
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VideoFrame-VideoWeb. Million Dollar Baby - Il sito

Million Dollar Baby - Sito ufficiale

Million Dollar Baby - Sito italiano

IMDb. Clint Eastwood - Filmografia

01 Distribution





Crediti
TitoloMillion Dollar Baby
RegiaClint Eastwood
Sceneg.Paul Haggis
FotografiaTom Stern
MontaggioJoel Cox
Scenog.Henry Bumstead
MusicheClint Eastwood
InterpretiClint Eastwood, Hilary Swank, Morgan Freeman
Produz.Malpaso Productions, Albert S. Ruddy Productions, Lakeshore Entertainment
Distrib.01 Distribution
PaeseUSA
Anno2004
Durata137 min.
 
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