
Aernout Mik - Citizens and Subjects 52. Esposizione Internazionale d'Arte, Venezia - Padiglione olandese Sin dal 1995, da quando è commissario della partecipazione nazionale olandese, la Mondriaan Foundation – la principale fondazione olandese che orienta e sostiene la politica culturale olandese in arte e design, conservazione e produzione di opere e nuova cultura – ci ha abituato a linguaggi crudissimi adoperati per temi correnti (dalla famiglia, all’amore, all’immigrazione) - affrontati solo da prospettive pungenti, sia per il contesto estetico che per la dimensione funzionale che assumevano, stimolando (spesso loro malgrado) un dibattito anche al di fuori dai confini dell’arte.
Quest’anno la Mondriaan finanzia nuovamente uno degli artisti più significativi che i Paesi Bassi abbiano espresso nel cinema e nel video: Aernout Mik. Che per la prima volta, realizza un progetto espositivo (Citizens and Subjects) studiato per andare apposta oltre i giardini veneziani e anche oltre le mura dello stesso padiglione olandese. Sicuramente, tra i rumors raccolti, il padiglione olandese, insieme a quello francese e polacco, è tra i più apprezzati dal pubblico (non solo art-addict).
Un complesso intervento architettonico e di arredo trasborda il padiglione (che ospita tre proiezioni multicanale) per la mostra veneziana. Ma non finisce ai Giardini veneziani: si accompagna ad un libro edito e distribuito nelle librerie europee (Citizens and subjects: The Netherlands for example) e ad una piattaforma critico-esibitiva (Citizens and subjects: Practices and Debates) che si terrà in diverse sedi espositive olandesi da settembre a novembre 2007 (con una connessione al padiglione tedesco della Biennale).
Curato da Maria Hlavajova, il progetto tripartito si snoda sulla nostra percezione di immigrazione e di forma dello stato, ponendosi (non solo grazie all’analisi che scaturisce dalla piattaforma di studio, il libro, e da quella viva, i dibattiti in Olanda da settembre) come promotore di una nuova visione e nuova significazione della parola cittadino.
Siamo cittadini tout court o possiamo divenire soggetti, ad esempio in un altrove neanche troppo lontano o per cause contingenti?
Come possiamo passare, o a quali condizioni, da soggetti su cui vige un’autorità che non condivide i nostri valori, a cittadini? Essere soggetti a qualcosa o a qualcuno determina uno stadio di non-presenza, non-vita, non-autonomia – che però non elimina né la forma, né il peso specifico del soggetto-quasi-oggetto. Che in un altrove differente aveva diritti, doveri, autonomia e cittadinanza completa.
Mik presenta tre video installazioni concepite per questa mostra (Training ground, Convergencies, Mock up) e riprogetta completamente la struttura del padiglione olandese. L'ingresso, in pratica, ingloba un container da campo e, all’interno, ogni angolo della struttura ricrea alloggi temporanei per immigrati, lucidi e vitrei come solo un linoleum dalle tinte ghiaccio sa creare (è curioso che uno degli sponsor della mostra sia, invece, una factory di coloratissimi linoleum design).
Tutti gli arredi che si vedono e si esperiscono nel padiglione sono stati espressamente creati e prodotti dall’artista per la mostra, come conferma a Cultframe la curatrice. Per riuscirci, Mik ha sia visionato centinaia di strutture di detenzione temporanea, sia filmati di repertorio (la mostra è sostenuta anche da due network di informazione: Associated Press e Independent Television News di Londra).
Convergencies è l’unica installazione video documentaria, basata cioè su materiale esistente e su scene o situazioni realmente accadute. Su due superfici che si intersecano nel senso dei footage che riproducono, dozzine e dozzine di proteste, controlli, coercizioni e situazioni di estremo disagio servono a fare un lungo viaggio attraverso le città più note del mondo (da Roma a Amsterdam passando per gli States).
Tutte sono alle prese con immigrati da contenere negli aeroporti, oppure con manifestanti che protestano nelle strade ai più familiari… in una parola lo spettatore assiste alla cruda realtà dell’imposizione di un ordine e di una qualificazione di "soggetto" che poi forse diventa cittadino, se ne viene concessa la possibilità in seguito: di sicuro al termine dell’esercizio – talvolta brutale – dell’autorità.
Training ground e Mock Up, rispettivamente bicanale e quadricanale, sono fiction in cui Mik utilizza uno script e comparse non professioniste, spesso trovate nei luoghi di shooting. L’artista ricrea – alla perfezione, utilizzando speciali contee olandesi destinate alla pratica per i soldati che si occupano di housing di immigrati clandestini – la situazione di allenamento a cui sono sottoposte le forze dell’ordine per eseguire quegli incarichi visti in Convergencies. Mik ha lavorato con molta serietà nella costruzione del plot e della scenografia di questi due eccellenti film a tableau (le proiezioni sono almeno su due superfici e quindi il linguaggio non è ovviamente lineare ma discreto, sebbene l’azione descritta lo sia): oltre a questo, si è servito dell’eccezionale momento creativo e compositivo per studiare le emozioni e le reazioni degli attori coinvolti.
Queste ultime, si sono inevitabilmente contagiate con il lavoro necessario al libro, in cui l’artista chiede a studiosi di diverse discipline di affrontare la stessa dicotomia (soggetti e cittadini che convivono in un medesimo spazio autoritativo). La piattaforma critica olandese, che sarà aperta fino a novembre prossimo, sarà feconda di altre inedite risposte ad una delle domande più calde del pianeta. Non c’è occidente od oriente che tenga: occorre un laboratorio attuale, che provi a formulare nuovi codici per affrontare la sorte di quelli che divengono soggetti in presenza di un certo diritto. Senza transizioni morbide, talvolta con brutalità.
Come dimostra Mik, e come dimostra la Mondriaan, l’arte può essere un linguaggio adatto a descrivere, interpretare e riformulare questo contesto umano, relazionale, giuridico ed economico.
Diana Marrone
©CultFrame 09/2007
Tutti i testi sono di proprietà della testata giornalistica CultFrame. E' vietato riprodurli ed utilizzarli, neanche in parte, senza preventiva autorizzazione della direzione.
|
|
|
  Aernout Mik Convergencie   Aernout Mik Mock Up   Aernout Mik Training Ground
 Aernout Mik - Citizens and Subjects
| Informazioni | | Città | Venezia | | Quando | 10/07/2007-21/11/2007 | | Artista | Aernout Mik | | Dove | Padiglione Olanda, Giardini | | Telefono | (39)0415218828 | | Orario | 10-18 (ch. mar.) | | Biglietto | Intero €15 | | Ridotto | €12 | | Cura | Maria Hlavajova
| | Libro | Citizens and Subjects: The Netherlands for example - A critical Reader | | Autori | Rosi Braidotti, Charles Esche and Maria Hlavajova | | Editore | BAK, basis voor actuele kunst and JPR|Ringier | | Design | Kummer and Herrman | | Lingua | Inglese | | Pagine | 336 | | Prezzo | Euro 25 | | ISBN | 9783905770735
| | Dibattiti | Citizens and Subjec - Practices and Debates | | Luoghi | BAK, basis voor actuele kunst, Utrecht University (Utrecht) |
|
|
|
| |
|