Grazia Toderi
Rosso Babele

Rosso Babele la nuova personale di Grazia Toderi al PAC, è imperdibile: per la profondità siderale che ispira e per l’incredibile giustezza del mezzo, il video, per uno spazio espositivo così difficile quale l’unico padiglione del Comune di Milano dedicato all’arte contemporanea (se si esclude l’Arengario, ancora in restauro, e se si escludono i privati, quale Hangar Bicocca di Pirelli).
Grazia Toderi, classe 1963, è una delle più note artiste italiane, della scuderia di Giò Marconi (Milano). Al PAC torna ad affidarsi alle moltitudini, concetto a lei caro, per proseguire la sua ricerca sugli spazi pubblici e sulle anomie contemporanee. Due lavori espressamente creati per questa mostra e alcuni di repertorio formano Rosso Babele, che è stata una mostra complicata fin dal suo progetto. A quanto si è appreso infatti, il titolo scelto dall’artista (che è poi quello di una delle due opere prodotte proprio per questa personale) coincideva con l’ambizioso progetto (Babele) per il risveglio culturale meneghino propinato dal “super-frequentatore” della televisione nostrana, e assessore alla cultura del Comune di Milano, Vittorio Sgarbi. Data la presenza della parola “Babele” in entrambi i titoli, l’Assessore voleva che lei lo cambiasse. Meno male che il dizionario è pieno di lemmi, e meno male che non esiste diritto di primogenitura sull’utilizzo delle parole, perché il titolo della mostra è assolutamente coerente con la scelta stilistica delle opere e giustamente riconosce la preminenza dell’omonima installazione: una visione rutilante di una città (Milano, ma anche qualsiasi altra) avvolta dalla luminescenza delle luci frammiste allo smog.

La doppia proiezione riempie la penultima sala e rimanda alla stringente attualità del nostro vivere urbano, fatto di meticciati e di sovrapposizioni talvolta incoerenti, talvolta salvifiche, sicuramente insondabili. Alle altre sale sono affidate opere come San Siro o Diamante, già esposte in precedenza. La prima trasforma un luogo sociale reale come lo stadio milanese, in un’ellisse proiettiva - dall’apparente ed incerto, infinito vagare di navicella spaziale. L’immagine, che può a tratti sembrare una fotografia a cui è imposto un montaggio a variazione costante e non un video, ci suggerisce soltanto la funzione della struttura. In realtà Toderi è affascinata più dal concetto sociale di un’azione collettiva (il tifo e la compresenza) di questo tipo che dalla funzione reale dello stadio. Del pari dichiara di essere interessata meno dall’azione della ripresa o del montaggio video, cioè la percentuale più strettamente tecnologica del suo lavoro compositivo. A noi resta la curiosità della tecnica utilizzata per questa opera. La sintesi creativa è simile anche per Scala Nera, lavoro che il PAC ha prodotto per questa mostra, dove a muoversi piano è la massima istituzione lirica italiana, presa da una prospettiva astratta e singolare (il basso del proscenio dilatato, sembra, da un obiettivo fish eye).
In mostra anche altri video, quali: Zuppa dell’eternità e luce improvvisa, 1994; Nata nel ’63, 1996; Ragazzi caduti dal cielo, 1998; Il fiore delle 1001 notte, 1998; Il decollo, 1998; Q, 2003; Mirabilia Urbis, 2001; Milano, 2003; Empire, 2002; Rendez-vous, 2005.

Come di consueto per il calendario del PAC, molte le iniziative collaterali a Rosso Babele, per ogni fascia di pubblico. Ci ha colpito, in particolare, una piece di danza contemporanea andata in scena giovedì 18 gennaio (il giovedì la mostra chiude alle 21: ideale per permettere una migliore fruizione anche per chi ha impegni di lavoro). Virgilio Sieni, uno dei più noti coreografi italiano dal passato di artista e architetto, si è cimentato in un passo a due autistico e siderale al pari delle opere in mostra, chiamato Senza Titolo come spesso gli artisti usano non chiamare un’opera: una storia per movimenti sincopati (lui danza per raccogliere e far muovere ogni tanto lei immobile) illuminati da luci a scatto. Senza Titolo si incarnava, rileggendole, perfettamente sia nelle opere in mostra che nello spazio espositivo, considerato (a questo punto) un profilo unico di senso e significato, per tornare all’ispirazione che pare muovere la Toderi in Rosso Babele.
Last but not least, la mostra di domenica è ad ingresso gratuito, l’ultima è il 4 febbraio.

Diana Marrone

©CultFrame 01/2007


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Grazia Toderi
Scala Nera, 2006
proiezione video, loop, DVD dimensioni variabili
courtesy Galleria Giò Marconi, Milano





Relazioni
PAC - Padiglione Arte Contemporanea, Milano





Informazioni
CittàMilano
Quando13/12/2006-11/02/2007
DovePac - Padiglione d'arte Contemporanea
IndirizzoVia Palestro 14
Telefono(39)02.76009085
Orariotutti i giorni 9.30–19
gio. 9.30-21
CatalogoSkira
CuraFrancesca Pasini
 
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