Emotional Man
Intuizioni per la Bella e la Bestia

Emotional Man - Intuizioni per la Bella e la Bestia rappresenta la sinopia di una mostra che il CACT Centro d’Arte Contemporanea del Ticino realizzerà nel 2007 attorno - anche - ai codici d’identificazione, con particolare riferimento al movimento storico della Body Art, Performance e - piu' recentemente - del Punk visuale, portando con sé tutti quegli atteggiamenti e comportamenti visionari e/o di resistenza, contro-cultura e militanza artistica e/o politica.
Una particolare considerazione si rivolge quindi non solo ai contenuti, bensì anche al mezzo di produzione, strumento linguistico non meno importante, e al suo utilizzo.
Nell’epoca della soggettivizzazione, come probabile e fors’anche inevitabile conseguenza di una società materialista, televisiva e tecnologizzata, i temi dell’universo intimo e personale dell’uomo, già sviluppati svariate volte dal CACT, sono in grado di spingersi fino a quella linea che disegna il confine tra valutazione della realtà e nichilismo, tra piacere e dolore. Quella linea, oltre la quale il nostro personale e politico coinvolgimento ci fa sentire di avere varcato una soglia difficile, ma necessaria. Visione apocalittica o rivelazione?

Il titolo della mostra prende spunto dall’animazione filmica dell’artista americano Anthony Howard (USA 1976), Emotional Man, realizzata nel 2004, con cui egli descrive le difficoltà che l’uomo (iper)sensibile incontra nella sua interazione con il mondo circostante e il suo tessuto socio-culturale. Nell’universo dei comportamenti, anch’essi ormai globalizzati, la propensione ad atteggiamenti di cattivitaà, considerati insoliti, porta a (re)azioni di marginalità e di (auto)esclusione dal gruppo. Interessante è l’uso sperimentale, e legato al consumismo televisivo vagamene "trash", che Howard fa del mezzo video in Emotional Man parallelamente al suo significato.
Gia' protagonista nella mostra British Art Show 6 presso il Baltic a Newcastle e riproposta in una seconda tappa a Londra, l’inglese Marcus Coates (Inghilterra 1968) spiega con il video Finfolk del 2003 gli aspetti profondamente antropologici della natura umana. Finfolk tratta, come molti dei suoi video, di un’identità umana che nasconde in sé, ma conclama contemporaneamente le proprie origini animali. L’opera sconvolge l’ordine precostituito delle cose, riportando su di un piano maggiormente ontologico identità spirituale e naturale. Importante ai fini interpretativi e' lo scollamento che la sua opera produce tra identità intima e individuale dell’essere umano, e la struttura sociale che l’accoglie.
L’autore Nniet Brovdi (Italia) percorre dagli anni ’70 la nascita e la crescita del movimento Punk, dando luce a opere non solo video altamente performative e in perenne mutazione. Compositore, performer e videasta, Brovdi riassume nel suo lavoro anche lo sviluppo del movimento storico con particolare riferimento alla Body Art e a tutti gli aspetti performativi e in progress. La sua produzione rientra in una riflessione mirata su passato e futuro, allineandosi pienamente con il filone internazionale di sintesi tra l’arte corporea, quella Punk e tutta la cultura comportamentale attorno alla mortificazione ed esaltazione del corpo, quale piacevole sublimazione della propria esistenzialità.

Paris is burning (2006) è il video del duo mutlimediale Supersober Bohdan Stehlik/Una Szeemann (Svizzera 1973/Svizzera 1975) che apre la mostra. In forma di clip, quasi a emulare la resa televisiva in uno strettissimo rapporto spazio-tempo, l’opera si ispira liberamente agli avvenimenti di protesta dei giovani rivoltosi delle periferie parigine lo scorso anno. E' interessante notare, come gli artisti abbiano associato la terribile cronaca comportamentale di un’insoddisfatta gioventù, in gran parte maghrebina e mussulmana, e socialmente mal inserita, ai quei criteri comunicazionali televisivi che trasformano ogni informazione in un puro processo di spettacolare estetizzazione.
Mauro Ghiglione (Italia 1959), anch’egli multimediale, sempre sensibilmente attento osservatore della Storia e dei suoi concetti evolutivi, ci riporta, invece, alla coscienza e alla nostra propria identita' etica e morale.
Se Andrea Crosa (Italia/Argentina 1949), attingendo anche da una matrice letteraria ottocentesca e fantastica (in particolare Lewis Carroll), opera con la pittura e la scultura attorno al tema dell‘imminenza di una catastrofe non annunciata, attraverso l’uso intelligente e vibrante del concetto di sospensione temporale, sfasamenti prospettici e di invisibile quanto inquietante presenza umana, Marco Villani (Italia 1973) gli fa sicuramente da spalla con il suo lavoro titolato Hiroshima 1945 (2006). Il video è la rivisitazione di un filmato storico dei bombardamenti americani sul Giappone durante la Seconda Grande Guerra, cui l’artista italiano dà un particolare taglio di montaggio, riproponendo il tema della rivisitazione storica attraverso i mezzi di comunicazione di massa odierni.

(Dal comunicato stampa)

CultFrame 12/2006


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Bohdan Stehlik/
Una Szeemann

Paris is burning, 2006
video still



Marco Villani
Hiroshima, 1945
video still



Marcus Coates
Finfolk, 2003
Photo Mark Pinder





Relazioni
CacTicino di Bellinzona





Informazioni
CittàBellinzona (svizzera)
Quando25/11/2006-25/02/2007
DoveCentro d'Arte Contemporanea Ticino
IndirizzoVia Tamaro 3
Telefono(41)0918254072
 
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