
Cinema infinito / Neverending Cinema Laboratorio di suoni e visioni 23 giugno 2006. A Trento si inaugurano forme e modi nuovi per vivere lo spazio della Galleria Civica: l’opening è sui laboratori, i set cinematografici, le sale di proiezione che reinterpretano la catena delle sue stanze e, ad essere presentate, sono le ‘forze’, persone e idee, che nei prossimi tre mesi abiteranno questo luogo reinventato. Apre così il progetto Neverending Cinema e si racconta soltanto come l’inizio di tutto ciò che l’estate vedrà accadere.
Appena si entra, un set destinato ad essere continuamente riallestito, flessibile e dotato di un’avanzata strumentazione video; poi un’attrezzatissima sala di post-produzione e a seguire quattro schermi, finestre sempre accese sul procedere delle lavorazioni, ma anche su lavori realizzati in parte, o già compiuti: tutto questo al piano terra, il cui riallestimento si chiude, rilassante, in uno stendersi di amache dentro l’atmosfera della notte estiva riprodotta in galleria. Scese la scale, una sala di proiezione, grossi cuscini sul pavimento, schermo al centro, poi ancora un set, fotografico prevalentemente, ma anche teatro di performance audio-visive. Proseguendo attraverso un corridoio e lungo la striscia di colori accesi che è un susseguirsi di abiti di scena, si accede al Kino bar, un luogo per riunirsi ma anche l’ambientazione di un clubbing bisettimanale, ogni giovedì e venerdì fino a tarda notte; più nascosta un’altra piccola sala di proiezione, show room per lavori già realizzati dagli artisti in residenza, ma anche spazio per i casting e la visione di work in progress; nel luogo più fresco, un ex scantinato, la cucina perfettamente funzionale realizza a pieno l’idea di una galleria d’arte che va ad essere ‘abitata’.
Tutto questo è stato allestito da ZimmerFrei e Marinella Senatore che però non firmano la cura e ci tengono a precisarlo. La scelta degli oltre venti artisti che da giugno a ottobre si alterneranno negli spazi della galleria per lavorare a produzioni video, non è infatti stata dettata da alcun criterio curatoriale: semmai influenzata dal desiderio di includere, peraltro senza cercare l’esaustività, modi di lavoro e sguardi che approfondiscano aspetti diversi del fare video, o, ancora, dall’opportunità di creare occasioni d’interazione tra artisti già interessati ad incontrarsi.
Ma anche l’interazione, decisamente, non è la regola. Quello che accomuna tutti coloro che parteciperanno è la condivisione di uno spazio inedito e il fatto che, oltre ai propri, avranno a disposizione gli stessi mezzi, intesi come tecnologie e apparecchiature. Altre forme di finanziamento non sono previste. Del resto, in generale, le regole fisse sono poche: i tempi di residenza variano da due giorni a due settimane, non si richiede nessun formato specifico e in un’ottica che sposta tutto sul processo, il lavoro video potrà essere intrapreso, continuato, concluso, ma anche no, all’interno di Neverending Cinema e dei suoi spazi; anche questi ultimi, poi, possono allargarsi ben oltre i confini della galleria. Molti degli artisti gireranno infatti in location esterne, in alcuni casi saranno ospitati e patrocinati da enti locali del turismo: la galleria, il cui organico è rimasto immutato nella gestione di un progetto così ampio e diffuso, si trasforma così in una sorta di connettore, un’istituzione capace di creare relazioni tra artisti ed enti pubblici o privati, agevolarli nel conseguimento di autorizzazioni e, più in generale, nell’interazione con il territorio. Libertà piena anche nell’invenzione delle notti in galleria, che potranno ‘agitarsi’ negli spazi appositamente destinati del Kino bar e della stanza adiacente ma anche invadere le altre sale, persino tutte. Performance audio-video, allestimenti più o meno temporanei, ma anche proiezioni o semplicemente la continuazione delle attività che si sono svolte durante il giorno: chi decide di passare la serata in galleria non può aspettarsi nulla di preciso, niente che rientri dentro un format predefinito.
La sera dell’inaugurazione alcuni bambini giocano con la lavagna interattiva nella sala di post-produzione, uno di loro litiga col mouse, due ragazze sperimentano il relax delle amache, altri esplorano, dietro ogni porta, oltre ogni tenda, chi collauda le sedute del Kino, chi si ferma ad ascoltare la performance audio-visiva di Massimo Carozzi. Si immagina che l’estate possa continuare così: un pubblico che entra liberamente durante gli orari dell’apertura, incontrando una proiezione, un allestimento in corso, una prova, ma anche una discussione tra chi lavora assieme, momenti di pausa, di riflessione. Non esiste una fase preclusa ai visitatori, si aprono invece per loro spazi di ricerca personale e possibilità di influire sulla programmazione. Sono a completa disposizione gli archivi video Videoarte Year Book e Neon Video. I lavori raccolti in quest’ultimo, oltre che consultati al momento possono essere acquistati: 100 euro a copia e un invito a riflettere suoi percorsi contraddittori di diffusione e commercializzazione della video arte. Non è escluso inoltre, che sia il pubblico a scegliere alcuni dei film che passeranno nella sala di proiezione principale.
A chiusura di questa stagione, ancora un’apertura: col finissage, infatti, si inaugurerà una mostra di video, di set allestiti, di story-board disegnate, di foto di scena, backstage e magari altro, che in partenza non si lascia immaginare. In mostra, probabilmente, si leggeranno anche tracce di un’esperienza di lavoro singolare, un’occasione piuttosto rara, soprattutto dentro una galleria d’arte contemporanea e in Italia.
A Neverending Cinema partecipano: Elisabetta Benassi, Stefano Cagol, Corpicrudi, Luca Coser, Martin Creed, Massimiliano e Gianluca De Serio, Michael Fliri, Stefania Galegati, GGtarantola, invernomuto, Stefano Mandracchia, Milicon/EN, Pennacchio Argentato, Davide Pepe, Andreas Pichler, Stefano Pilia, Marinella Senatore, Marcello Simeone, Cosimo Terlizzi, Simone Tosca, Zapruder, ZimmerFrei, Diego Zuelli.
Valentina Ciuffi
©CultFrame 07/2006
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