
L'arte di Bill Viola di Chris Townsend (a cura) Non c’è alcun dubbio che se si cerca di identificare un nome cha possa racchiudere in sé l’esperienza evolutiva ed espressiva della videoarte mondiale dagli anni settanta a oggi bisogna fare quello di Bill Viola.
Le sue opere hanno accompagnato critici, giovani artisti, appassionati, intellettuali, frequentatori di biennali da trent’anni a questa parte e hanno contribuito a far trasformare la videoarte da forma elitaria e ultra specialista a territorio artistico fruibile da tutti e godibile anche senza particolari conoscenze in materia.
In tal senso, la produzione di Bill Viola risponde intimamente ad un concezione democratica dell’arte contemporanea, quest’ultima non solo intesa come luogo ideale della sperimentazione ma anche come settore nel quale collocare in chiave moderna temi universali e senza tempo. La tecnologia, dunque, per l’autore statunitense non è mai fine a sé stessa ma sempre strumento di espressione utile per veicolare una poesia di tipo visuale.
Nonostante la sua trentennale carriera, Viola però rimane pur sempre un creativo conosciuto solo nell’ambiente dell’arte contemporanea, e ciò è un peccato, perché il respiro della sua arte è ampio e caratterizzato da venature stilistiche e contenutistiche che si intrecciano con fattori riconducibili chiaramente ad altre forme di espressione.
Per tale motivo, la presenza nel mercato editoriale italiano di un libro che sia una sorta di contenitore divulgativo in grado di far conoscere maggiormente il suo straordinario lavoro appare un dato più che confortante.
Stiamo parlando del volume intitolato L’arte di Bill Viola, volume recentemente pubblicato da Bruno Mondadori nella collana Sintesi.
Il libro è curato da Chris Townsend (docente presso il dipartimento di Media Arts del Royal Holloway University di Londra) e raccoglie dieci saggi di altrettanti studiosi che esaminano il percorso di Bill Viola, sviscerando con estrema attenzione ogni aspetto della sua poetica e della sua carriera.
Ne viene fuori il ritratto di un autore decisamente complesso che articola il suo universo visionario grazie a una ricerca di perfezione tecnica mai fine a se stessa, a un discorso assolutamente personale riguardante la percezione visiva e a una indubbia capacità di attraversare diversi linguaggi fondendoli in un unico corpo.
Bill Viola viene anche dipinto come un artista in grado di affrontare tematiche di carattere filosofico e religioso e di sviluppare un’idea della videoarte connessa ad altre territori come la pittura e l’architettura. Un fattore importante concerne anche la sfera emotiva che contraddistingue le sue opere, mai fredde e banalmente tecnicistiche ma sempre avvolte in un’atmosfera comunicativa toccante.
Il libro è corredato da immagini a colori che rendono perfettamente l’idea della complessità della composizioni di Bill Viola e da un utilissimo (specie per chi non consoce perfettamente il suo lavoro) apparato di note.
Art Kovacks
©CultFrame 02/2006
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