Jonas Mekas - Celebrations Of The Small And Personal In The Times Of Bignes
51a Biennale di Venezia - Padiglione Lituano

Una delle attività più gratificanti per chiunque visiti la Biennale di Venezia è quella di andare alla ricerca dei padiglioni nazionali sparsi per la città. E' un modo per vedere luoghi e ambienti, qualche volta non turistici, nei quali l’arte contemporanea ha trovato una sua sistemazione, seppur momentanea ma quasi naturale.
Ebbene, basta inoltrarsi nel Sestiere Castello ed arrivare alla Ludoteca di Santa Maria Ausiliatrice per scoprire uno dei padiglioni più significativi dell’intera Biennale del 2005.
Stiamo parlando della Lituania, paese che già la scorsa edizione ci colpì per la presenza, veramente notevole sotto il profilo artistico, del duo Svajone e Paulius Stanikas.
Quest’anno i commissari e curatori, Liutauras Pšibilskis e Lolita Jablonskiene, sono andati sul sicuro, ed hanno fatto bene. Si, perché un grande intellettuale e cineasta come Jonas Mekas meritava un omaggio, uno spazio suo nel quale poter compiere una sorta di ricognizione di un mondo poetico che molto ha dato al cinema sperimentale.

Mekas nasce a Semeniskiai (Lituania) nel 1922. Fin da giovane età mostra interesse per la letteratura e la poesia. Poi nel 1950, dopo la Laurea in Lettere e Filosofia, la grande decisione: si trasferisce negli Stati Uniti d’America, per la precisione a New York. Questa drastica scelta di vita rappresenterà una svolta esistenziale enorme, svolta che gli permetterà di diventare uno dei simboli del cinema underground mondiale.
In America, Mekas si dedica in maniera molto vivace alla critica cinematografica e fonda la storica rivista Film Culture. Gira documentari e diventa uno dei padri del movimento definito New american Cinema. I suoi film più importanti sono: Guns of the Trees (1961), The Brig (1965) e Lost, Lost, Lost (1976).

Il Padiglione della Lituania è, dunque. interamente dedicato ad una figura di centrale nel panorama della sperimentazione linguistica audiovisiva del Novecento. All’ingresso della Ludoteca Santa Maria Ausiliatrice è posta una coinvolgente videoinstallazione circolare, composta da otto monitors che riproducono sequenze private e familiari: feste di bambini, passeggiate sulla neve, situazioni casalinghe.
Nella sala successiva, su uno sfondo completamente nero, sono collocati un grande schermo centrale affiancato su entrambi i lati da diversi monitors. Continuando nel percorso espositivo ci si imbatte in un altro ambiente nel quale vengono proiettati film girati da Mekas, suddivisi in sei programmi. Ultima situazione, decisamente interessante peraltro, è quella relativa ad una stanza laterale dove si può assistere alla presentazione no-stop di opere filmiche sul regista stesso.
Tra i titoli che abbiamo potuto vedere durante la nostra visita ci ha particolarmente colpito Reminiscences of a Journey to Lithuania (1972). Si tratta di un lavoro toccante, delicato e, in fin dei conti, privato. Scene di vita della famiglia Mekas, precedute da sequenze sulla vita degli immigrati a Brooklyn negli anni cinquanta e impaginate con soavità ed un tocco sperimentale, fattori che trasportano lo sguardo dello spettatore in un universo rurale lituano, per certi versi arcaico e profondamente puro. Quando Mekas decise di realizzare questo film, grazie all’aiuto della televisione tedesca, viveva in America da molti anni, ma evidentemente il legame con la sua terra era solido come la roccia.
Le immagini non stabili, tremolanti, a tratti sfocate, e il montaggio irregolare contribuiscono a collocare ogni scena in una dimensione sospesa, della mente e del cuore, in un territorio para-diaristico che sfocia con dirompente forza nella poesia, nell’analisi delle passioni interiori e del rapporto con le proprie radici e con l’identità individuale e collettiva. Lo stile è tipico del cinema di Mekas: apparentemente confuso e scomposto ma in verità assolutamente lucido ed emozionante grazie al suo spessore lirico e formale.

Maurizio G. De Bonis

©CultFrame 06/2005



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Jonas Mekas
From He Stands in the Desert Counting the Seconds of Life, 1969/85
Courtesy Maya Stendhal Gallery, New York



Jonas Mekas
From Lost, Lost, Lost: Diaries, Notes and Sketches, 1976
Courtesy Maya Stendhal Gallery, New York



Jonas Mekas
Reminiscences of a Journey to Lithuania, 1971-1972





Relazioni
PhotoFrame-Eventi. Biennale di Venezia - 51. Esposizione Internazionale d’ Arte

La Biennale di Venezia 2005 - Il sito





Informazioni
CittàVenezia
Quando12/06/2005-06/11/2005
DoveLudoteca Santa Maria ausiliatrice
IndirizzoCastello 450
Telefono(+39) 5218828
OrarioTutti i giorni 10-18 (ch. lun.)
BigliettoIngresso libero
 
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