
Floria Sigismondi Immacolate Conception Si tratta certamente di uno dei talenti più visionari ed estremi del mondo della fotografia contemporanea, ma è anche una geniale videomaker in grado di girare clip dal grande impatto espressivo per gruppi underground e per star del pop internazionale.
Stiamo parlando di Floria Sigismondi, artista visuale quarantenne italo-canadese. Floria è infatti nata a Pescara nel 1965, ma a soli due anni si è trasferita con i genitori (entrambi cantanti lirici) a Toronto. Oggi vive tra la città canadese e New York ma la sua attività nell’ambito dei videoclip l’ha fatta diventare famosa in tutto il mondo.
Dal 17 marzo, presso la Galleria In Arco di Torino, sarà allestita la sua prima personali italiana: una selezione di venti fotografie inedite di grande formato e un ampio programma di proiezioni che comprende la presentazione di tutti suoi videoclip, ideati e realizzati a partire dal 1994.
L’universo creativo di Floria Sigismondi viene definito da molti semplicemente inquietante. Ma sembra necessario all’occhio dello studioso non fermarsi all’analisi superficiale delle sue immagini. Per comprendere fino in fondo i suoi scatti e i suoi video, infatti, è opportuno rimettere in ordine tutte le influenze estetiche che hanno nutrito la cifra creativa di questa artista.
Nei suoi clip, in particolar modo, è riscontrabile una notevole attenzione nei confronti dell’apparato scenografico e costumistico, apparato di chiarissimo stampo teatrale. A questa pirotecnica tendenza a "spettacolarizzare", con cura maniacale, le immagini si aggiunge una travolgente componente pittorica che sembra essere collocabile in una dimensione post-surrealista. Alcune deformazioni ricordano chiaramente l’arte di Francis Bacon ma tutto il surrealismo (pittorico e filmico) entra con vigore nelle corde di un’autrice il cui sguardo sembra essere nobilmente colto. Anche il cinema contemporaneo deve aver toccato profondamente l’animo e la mente di Floria Sigismondi. Un nome tra molti: David Lynch. I video dell’artista di origine italiana sono degli incubi deliranti e certamente sono caratterizzati da misteriose atmosfere lynchiane, simili a quelle di Eraserhead, The Elephant Man, Cuore Selvaggio e Strade perdute. Inoltre un’evidente dilatazione espressionista rimanda il pensiero alle avanguardie cinematografiche del novecento, mentre per quel che riguarda l’arte contemporanea si percepisce l’influenza di Orlan e della Body Art.
Floria Sigismondi ha firmato video clip per grandi nomi del rock a cominciare da David Bowie (Little Wonder e Dead Man Walking, nel 1997). Ma è stato con Marilyn Manson che il suo nome si è imposto prepotentemente all’attenzione degli appassionati del settore. Per Manson ha diretto, nel 1996, The Beautiful People e Tourniquet.
Negli ultimi anni ci hanno particolarmente impressionato le sue "versioni visuali" di Untitled #1 dei Sigur Ros (2003) e di The End of the World dei Cure (2004).
Tra le molteplici interessanti prove di Floria Sigismondi vogliamo però segnalarvi in particolar modo il video di Fighter, brano portato al successo da Christina Aguilera. L’autrice, infatti, si confrontava con una cantante di cassetta che evidentemente, nell’occasione della promozione del brano in questione, aveva bisogno di prodotto audiovisivo in grado di scioccare il suo abituale pubblico e di catturarne dell’altro. Il clip è di straordinaria fattura. Sensazioni profonde di cupezza avvolgono le immagini, a livello fotografico molto ben congegnate. Il video è fortemente dark e estetizzante ed è supportato anche da un’abile montaggio che alterna primissimi piani di Christina Aguilera (la star deve essere sempre riconoscibile nei clip…) a campi più ampi che scoprono allo sguardo del fruitore un universo sotterraneo energicamente visionario.
Flux Img
©CultFrame 03/2005
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