Bill Viola
The Passions

L’impatto con "The Passions" genera senz’altro stupore e curiosità: nella prima sala della National Gallery di Londra campeggiano infatti "Mater Dolorosa and Christ Crowned with Thorns" di Dirk Bouts (1475-1500 circa), "Christ Mocked (The Crowning with Thorns)" di Hieronymus Bosch (1490-1500), "The Virgin and Child and The Man of Sorrows" (1260 circa) di uno sconosciuto artista umbro ed alcuni esempi di arte giapponese del XII secolo, rappresentazioni iconografiche da cui Bill Viola prende spunto.
Nel medesimo spazio, spicca il primo esempio che l’artista ci offre di ciò che egli definisce come "le fasi intermedie, ciò che i grandi maestri non hanno dipinto": "Man of Sorrows", video a colori del 2001 in cui un uomo "qualunque" sembra passare attraverso stati d’animo quali il dolore, la disperazione, il sollievo e la stanchezza. Lacrime colano lente lungo il suo viso come sul volto della Mater Dolorosa, il suo sguardo si perde in lontananza ed una luce bianca, neutra lo illumina. Luce bianca presente in quasi tutte le videoinstallazioni di "The Passions" (2000): luce divina, forse, ma sterile, asettica.

Più di metà delle opere esposte nell’ambito della mostra rappresenta la sofferenza, il lutto. In alcuni casi, come in "The Quintet of the Astonished", il lutto coinvolge un gruppo di persone; in altri casi, come in "Silent Mountain" (2001) e "Dolorosa" (2000), i protagonisti, ripresi a mezzo busto ed occupanti uno schermo ciascuno, sono abbinati in gruppi di due o tre, a comporre dittici e trittici di immagini elettroniche. L’artista trae ispirazione dalle rappresentazioni rinascimentali della Passione di Cristo; il suo intento è quello di raffigurare le emozioni fase per fase, secondo per secondo, e per fare ciò ogni movimento viene rallentato e, quindi, enfatizzato ed amplificato. In questa atmosfera pesante, simile a quella di un ospedale poche videoistallazioni si distinguono nettamente dalle altre ed emergono per originalità. Si tratta di "Surrender" (2001), un dittico di due video a colori posti in verticale in maniera apparentemente speculare: ciò che noi vediamo è il riflesso dei protagonisti (dalla vita in su), distorto dall’immersione dei visi dei protagonisti nell’acqua. Nel momento in cui la superficie liquida diventa abbastanza calma da rendere possibile la visione nitida dei due volti, i personaggi tornano ad immergere il viso nell’acqua (da cui cadono delle gocce), come per trovare sollievo al loro disagio. Forti l’effetto di distorsione, che confonde ed incuriosisce lo spettatore, ed il riferimento iconografico alle rappresentazioni di Narciso.

Interessante anche "The Crossing" (1996), sui due lati dello stesso grande schermo: un uomo giunge dal buio e si ferma in un punto preciso (come in attesa di qualcosa), proprio di fronte alla videocamera (fissa), dove viene investito da una cascata d’acqua (in un caso) e da un fuoco. Dopo pochi secondi, non ne resta nulla. L’individuo scompare. L’acqua scompare. Si torna alla situazione iniziale.
Infine, non può non colpirci "Emergence" (2002), ispirato ad un dipinto di Masolino: due donne sembrano attendere, soffrire, forse pregare ai lati di un pozzo. Le due, una giovane, l’altra di mezza età, sono vestite con abiti di oggi, e portano sul capo dei veli. Lo sfondo è azzurro, il pavimento è verde. La scenografia è volutamente teatrale. All’improvviso, un soggetto maschile emerge dal pozzo. Le figure femminili lo sorreggono amorevolmente, lo depongono al suolo e lo coprono con un drappo.

Veronica De Benedetti

©CultFrame 12/2003



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©Bill Viola
The Quintet of
the Astonished, 2000
Photo: Kira Perov



©Bill Viola
The Crossing, 1996
Photo: Kira Perov



©Bill Viola
Emergence, 2002
Photo: Kira Perov





Relazioni
VideoFrame-VideoFocus. L'arte di Bill Viola a cura di Chris Townsend

Il sito di Bill Viola

The National Gallery di Londra





Informazioni
CittàLondra
Quando22/10/2003-04/01/2004
DoveNational Gallery
IndirizzoTrafalgar Square
Telefono(44)02077472885
OrarioTutti i giorni 10-18
merc. 10-21
 
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