Willie Doherty
False Memory

Un buio profondo avvolge il visitatore dislocato tra due schermi contrapposti su cui sono proiettati due video: un uomo vestito con giacca e cravatta corre nella notte su un ponte illuminato da luci fluorescenti. Senza mai raggiungere la sua destinazione, nel primo video si lancia verso la macchina da presa (che si allontana), mentre nel secondo fugge dalla macchina (che lo insegue). Quarantadue sequenze in cui riprese panoramiche e zoomate si alternano e si susseguono all’infinito, ampliando la sensazione di disagio per una fuga impossibile da un'entità invisibile.

Re-run (30'', loop), realizzato nel 2002 da Willie Doherty, e presentato alla venticinquesima biennale di San Paolo, fa parte ora della mostra allestita presso l'Irish Museum of Modern Art di Dublino intitolata False Memory, interamente dedicata all’opera dell’artista irlandese.
Il ponte sul fiume Doyle, la location scelta da Doherty per questo lavoro, separa la zona ovest popolata dai cattolici di Derry (città natale dell'artista) nell’Irlanda del Nord da quella orientale protestante. Una via che divide e unisce dunque due realtà ostili e contrastanti, che Doherty evoca più volte anche nei suoi lavori fotografici. The Bridge, infatti, realizzato nel 1992 e Strategy: Sever/Isolate del 1989 sono dei dittici in cui lo stesso ponte deserto è ripreso dalle due estremità dando l’idea di un’unica alternativa, quella di percorrerlo esclusivamente in avanti e indietro.

Re-Run è un'opera che rivela il mondo emotivo di Doherty, testimone, appena dodicenne, dell'uccisione di 13 manifestanti irlandesi dalla parte delle truppe britanniche il 30 gennaio 1972, più conosciuto come "Bloody Sunday". L’arte di Doherty sembra scaturire da questa esperienza traumatica. Gli avvenimenti politici dell'Irlanda del Nord riemergono nei suoi lavori con insistenza mentre indaga il rapporto che vi è tra realtà e esperienza, tra ciò che è accaduto e il ricordo. Le sue elaborazioni visive sono tese a smascherare il potere violento insito nelle immagini, il loro impatto sulla memoria e il rapporto tra identità collettiva e individuale.

In Sometimes I Imagine It’s My Turn (1998), invece, la camera esplora un campo incolto quando all’improvviso si imbatte in un corpo esanime. Carrelli ottici sempre più spinti non riescono tuttavia a rivelare l’identità dell’uomo che giace con il viso rivolto verso il terreno. Il vento che muove gli alberi e un elicottero in lontananza fanno da colonna sonora e le riprese ravvicinate trasportano il fruitore in una dimensione più intima con l'immobilità e il nulla e, come suggerisce il titolo "A volte immagino che sia il mio turno", in una sorta di identificazione con il morto.
L'oscillazione tra l'Io e l'Altro, il divario tra evento e ricordo e il significato precario del Luogo sono elementi fragili, spesso manipolati dall'uso (politico) contorto delle immagini trasmesse dai mass media. La fotografia, sembra voler dire Doherty, non equivale alla certezza e lo sguardo "debole" è facilmente modificabile; lo dimostra lungo tutto il suo percorso artistico con giochi di prospettive, con l'assegnazione allo stesso personaggio di ruoli opposti (vittima e carnefice) come nella video installazione The Only Good One is a Dead One, con ambientazioni enigmatiche da interpretare, come nella serie fotografica Factory, o con i cibacrome Incident e Border Incident e i video Blackspot e The Wrong Place.
I lavori di Doherty (video installazioni, stampe in bianco e nero, cibacrome e dia-installazioni) realizzati dal 1985 ad oggi sono in mostra fino a marzo 2003.

Shely Ben

©CultFrame 12/2002



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Willie Doherty
Re-Run, 2002
Video installation with projection on two screen
colour, 30''



Willie Doherty
Sometimes I Imagine
It's My Turn, 1998
Video installation with projection on one screen
colour, sound, 3'





Relazioni
Alexander and Bonin. Willie Doherty - biografia, videografia, mostre, bibliografia e immagini

DARE. Un articolo sul lavoro di Doherty e tre immagini

Irish Musuem of Modern Art





Crediti
CittàDublino, Irlanda
Quando29/10/02-2/3/03
DoveIrish Museum of Modern Art
IndirizzoRoyal Hospital Military Road, Kilmainham 8
Telefono(353)16129900
Orariomar.-sab. 10-17.30
dom. 12-17.30
ch. lun.
 
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