
Franco Vaccari 1966/2001 Film e Video In un’epoca di appiattimento culturale e conformismo espressivo, come quella che stiamo vivendo, la figura di Franco Vaccari si situa in una dimensione totalmente alternativa ed appartata, in un contesto autonomo e libero in cui l’artista deve fare i conti solo con se stesso e con la sua sfera interiore.
Vaccari, che in giovinezza fece studi scientifici, abbandonò tutto per la poesia e l’arte. Il suo è stato un percorso coerente e in un certo senso anarchico.
Cineasta, fotografo, videomaker, l’autore italiano ha saputo navigare nel complesso mondo dell’elaborazione intellettuale con grandi capacità creative ed attenzione nei confronti dei mezzi mass-mediatici. Ma la sua è paradossalmente un’arte semplice, priva di effetti speciali, e collegata fortemente a tematiche ricorrenti: la vita e la morte, la memoria e la tristezza esistenziale, il tempo e il ricordo.
La sua storia artistica è stata ora organizzata razionalmente a livello critico-storico-analitico in una manifestazione denominata Franco Vaccari, 1966 Film&Video, evento organizzato da Claudia Zanfi che ha trovato ospitalità in diversi istituti culturali: La Galleria Civica di Modena, la Sala delle Colonne di Nonantola e il Museo Laboratorio dell’Università La Sapienza di Roma.
La produzione di Vaccari è molto ampia e articolata e scavalca costantemente i labili confini dei diversi settori, passando indifferentemente dal cinema alla fotografia, dal video alla performance fotografica.
Tra le sue opere vogliamo segnalarvi: La placenta azzurra(1968), un geniale ed anticipatore montaggio di riprese di immagini televisive, Cani lenti(1971), 8mm riversato in video in cui dei cani, "accompagnati" dalle note di "Atom Heart Mother" dei Pink Floyd, sono ripresi al rallentatore determinando una sorta di ossessivo discorso sull’osservatore e l’osservato, La Via Emilia è un aeroporto (2000), video i cui protagonisti sono extracomunitari intenti a guardare la tv dei loro paesi e prostitute che attendono i loro clienti per la strada.
Ricordiamo inoltre la serie intitolata Esposizione in Tempo Reale: performance, allestimenti, installazioni, video e immagini all’insegna della creatività più acuta e della trasformazione di ambienti e luoghi.
©CultFrame 04/2002
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