
Giacomo Brunelli – Creature Primo premio Fotoleggendo 2007 Bestiario intenso, ritratto curato e suggestivo di una fauna domestica e familiare che racconta un quotidiano a noi parallelo. Ecco, in sintesi quello che si può dire delle immagini di Giacomo Brunelli, che riferendosi agli animali si definisce un collezionista dei loro movimenti, risultato vincitore dell’ultima edizione di FotoLeggendo e del premio Portfolio Italia – gran premio Epson Italia 2007 .
Di lui scrive la giuria di FotoLeggendo motivando la scelta con : “Per la ricchezza di contenuti culturali e concettuali tratti dalla tradizione fotografica e cinematografica, tradotti con un linguaggio espressivo e formale aderente alla contemporaneità”
Sono immagini piccole, formato 20x25, caratterizzate da una buona stampa su carte ai cristalli d’argento e dagli angoli arrotondati; si maneggiano bene, scorrono fra le dita senza incertezze, fanno del loro meglio per essere godute, apprezzate.
Brunelli, caccia; con la sua vecchia Miranda gira nelle campagne e strade intorno a Perugia, si guarda intorno, ricerca attimi, situazioni, abbassa spesso il suo sguardo all’altezza della preda e scatta. Non spara per ferire, probabilmente nemmeno per raccontare.
Non è un reportage il suo, non sono storie, ma semplicemente ritratti; una sorta di esplorazione profonda, intima, che dà identità nuove a quanto accade quotidianamente del cortile. Quello che apprezziamo nelle immagini di Brunelli è la mancanza di compassione, una sorta di realistica brutalità capace di coinvolgere l’osservatore e di spingere l’attenzione aldilà del confine fra uomo ed animale, abbattendo divisioni di genere e portando il ritratto ai limiti della rappresentazione teatrale.
Ci piace questo approccio che da una nobiltà diversa al gatto o cane che sia, che cerca negli occhi un sentimento o nei passi un portamento, tesi ad annullare la bestia e risaltare l’individuo.
Fra tutte le immagini presentate preferiamo sicuramente i primi piani. Sono loro le creature di cui si evidenzia il carattere, da cui traspare il sentimento e sguardo che li rende simili a noi ed è questo che maggiormente colpisce; mentre un’oca ci urla contro ed una volpe dallo sguardo distorto osserva l’obiettivo, distratti dagli occhi allucinati dei una cane che ci ringhia contro. Sono spazi oscuri, atmosfere rese ancor più cupe da processi di ripresa e di stampa, immagini dai contorni incerti e da sfondi sfocati che non lasciano margini a visioni non volute.
Sono ritratti di animali che giocano, urlano, litigano, guardano, e capaci di trasmettere un’umanità ed una semplicità che a noi, spesso sfugge.
Maurizio Chelucci
©CultFrame 02/2008
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