
Giovanna Elettra Ranno Premio FotoLeggendo 2005 Lo scorso maggio negli spazi dell’ISA a Roma si è tenuta la prima edizione di FotoLeggendo, una manifestazione dedicata a mostre, seminari, incontri e letture dei portfolio. Come in altre iniziative analoghe sono stati premiati i porfolio che a giudizio della giuria risultavano interessanti e portatori di novità. Il primo premio assoluto è stato assegnato a Giovanna Elettra Ranno con questa motivazione: "per la libertà espressiva e la natura introspettiva della ricerca, il tutto nel quadro di un linguaggio narrativo segmentato per comparti omogenei nel contesto di un tema articolato ma coerente con la struttura portante del progetto".
Quello di Giovanna Elettra è un lavoro intimo, sequenze strutturate che impongono all’osservatore ipotesi di racconto, visioni immaginarie legate a luoghi dove la presenza di porte o finestre, spesso chiuse, generano inquietudini.
Un corpo, luci che accarezzano e colpiscono senza ferire, visioni certe si alternano a fantasmi. C’è qualcosa che opprime, forse un desiderio di fuga come nell’ultima immagine della prima sequenza; una sovrimpressione, uno slancio verso il cielo, il desiderio di evadere ma non di scappare. La stessa impressione nella quinta sequenza, dubbi, incertezze, poi la scelta timida, una mano si avvicina alla maniglia della porta ma la lettura è duplice: chi si apre e a cosa? Eppure non è solo evasione, voglia si uscire o di aprirsi.
Emerge, negli altri racconti una sensazione di velato benessere, un mondo dove dietro quelle finestre, quelle porte scorre un’esistenza autonoma, capace di osservare il mondo circostante ma anche di apprezzarne il proprio.
Sono racconti monocromatici, nei quali la costruzione complessiva mantiene quasi sempre la stessa struttura ed armonia. C’è il passare del tempo, il movimento nello spazio, un giusto equilibrio che favorisce il passaggio da una scena all’altra sempre nella penombra, o controluce.
In sostanza un modo corretto, di per sé quasi maturo, di raccontare e raccontarsi.
Maurizio Chelucci
©CultFrame 09/2005
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