
Un nuovo spazio per studiare e capire la fotografia Project Room Villa Glori, a Roma Una delle questioni centrali, e irrisolte, relative alla produzione e alla divulgazione culturale dell’espressione fotografica è senza dubbio la mancanza di veri centri di aggregazione in grado di divenire enti propulsori di idee, luoghi di approfondimento e confronto nei quali artisti, critici, e appassionati possano comunicare e studiare mettendo in contatto le loro rispettive esperienze.
In tal senso, un’iniziativa come quella messa in atto da Marco Delogu, fotografo e direttore artistico di FotoGrafia - Festival Internazionale di Roma, merita attenzione.
Stiamo parlando di Project Room Villa Glori, luogo espositivo, e non solo, che ha iniziato le sue attività in occasione dell’ultima edizione della manifestazione fotografica romana.
Gli ambienti sono quelli della Facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza (Roma). Si trovano nelle immediate vicinanze dell’Auditorium e sono composti da tre ampi locali: due destinati a svolgere la funzione di vera e propria galleria, il terzo quello di biblioteca fotografica e zona di studio. Quest’ultimo elemento risulta centrale nel progetto ideato da Marco Delogu, il quale è stato spinto alla realizzazione di tale iniziativa "dall’esigenza di creare un luogo dove poter studiare la fotografia e produrre idee in merito a questa disciplina espressiva".
Project Room Villa Glori, pur essendo ospitata nell’ambito della Facoltà di Architettura, opera in totale autonomia ed anzi tende a introdurre, anche nel nostro paese, il concetto di università in stile anglosassone.
Cardine di questa proposta è la costruzione di una grande biblioteca della Fotografia, aperta non solo agli addetti ai lavori, ma anche a tutta la città.
Ebbene, l’idea di raccogliere libri, saggi, cataloghi (provenienti da tutto il mondo) e di metterli a disposizione dei cittadini ci sembra veramente interessante, anche perché si tratterebbe di un primo reale passo per far uscire l’editoria italiana del settore, di scarsissima diffusione, dall’ambiente elitario e ristretto degli studiosi e dei collezionisti. Un centro culturale che consenta a tutti di poter investigare a fondo una tematica fotografica è dunque un prezioso regalo alla comunità.
Attualmente, la biblioteca ha iniziato la sua vita con un primo nucleo di testi, ma si tratta veramente solo dell’inizio di un percorso per la possibile costituzione di una "casa della fotografia" nella quale, oltre alla consultazione dei titoli disponibili, si potrà partecipare ad attività di carattere divulgativo e scientifico (corsi, incontri, convegni, presentazione di libri).
Intanto, l’ala espositiva di Project Room Villa Glori ha già ospitato due mostre nell’ambito della IV edizione del Festival Internazionale FotoGrafia.
La prima, conclusasi l’otto maggio scorso, aveva il titolo significativo di Bidonville Cities, progetto di Giuliano Matteucci incentrato sulla distribuzione di macchine fotografiche a cittadini di Mumbay (India) e Jakarta. Questi ultimi, senza alcuna guida specifica, hanno documentato dall’interno, e in assoluta libertà, la vita quotidiana di alcune baraccopoli, sacche di povertà dense, però, di profonda umanità.
Nella seconda mostra, invece, denominata L’esperienza e l’innocenza, alcuni giovani cittadini di città balcaniche, dopo incontri preparatori con i membri del Parlamento dei Giovani del Glocal Forum, hanno rappresentato con macchine usa e getta le loro rispettive realtà, in un intreccio di sfumature culturali portatrici senza alcun dubbio di valide prospettive di pace.
Ebbene, questi due eventi si inseriscono perfettamente nello spirito culturale di Project Room Villa Glori, poiché veicolano il concetto di fotografia come strumento di espressione in grado di essere utilizzato in modo autonomo, da chiunque.
La forza di queste esposizioni comunque non è da rintracciare solo in questo approccio popolare e democratico all’arte fotografica (sarebbe fin troppo banale) ma nella concretizzazione di un concetto fondamentale: la fotografia, come tutte le forme d’arte, per poter essere vitale deve necessariamente percorrere due strade: quella dello stile e della forma e quella della poesia. Per quest’ultimo fattore non contano scuole specialistiche o esperienze di apprendistato, servono sensibilità interiore, apertura mentale e desiderio di riflettere senza pregiudizi e schematismi sull’esistente.
Maurizio G. De Bonis
©CultFrame 05/2005
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 Project Room Villa Glori
| Informazioni | | Spazio | Project Room Villa Glori | | Dove | Facoltà Architettura Valle Giulia | | Indirizzo | via Argentina, 10 | | Orario | tutti i giorni 16-20 |
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