
Ventimmagini di Manuel Dallerba Progetto e coordinamento di Nino Migliori È partita il mese scorso a Bologna un’interessante iniziativa ideata e coordinata dall’instancabile Nino Migliori. Il progetto mira a dar vita a serate di approfondimento della fotografia contemporanea in uno spazio, l’Erba Regina Bistrot, dichiaratamente e per precisa scelta «non connotato né dal mercato né dalla contemplazione, dove sentirsi liberi dai vincoli e dai riti che gli stessi ambienti impongono». L’idea è quella di svolgerle in modo complementare a una mostra di venti immagini, con cui il fotografo abbia sviluppato un tema significativo, che resta allestita per un mese, fino alla serata successiva.
Alla "prima" arriviamo in leggero anticipo e non troviamo quasi nessuno, ma a Bologna si cena tardi e la notte è lunga, difatti con un po’ di ritardo il locale comincia a riempirsi. Ne approfittiamo per fare una domanda a Nino Migliori.
«La vostra iniziativa, che si concretizza da stasera all’interno di questo spazio, si pone semplicemente come "una voce in più" del panorama che interessa oggi la fotografia o intende piuttosto coprire una particolare lacuna che ritenete esistere in questo settore?».
«La seconda tua ipotesi – risponde Migliori - ovvero quella di coprire una lacuna, è prevalentemente lo scopo di un’iniziativa di questo tipo, perché Bologna è un po’ carente dal punto di vista del dibattito nel mondo dell’arte e dell’immagine in particolare. Di solito infatti si aprono delle manifestazioni, si svolgono l’inaugurazione, la conferenza stampa e poi si guarda la mostra, si dice "bello, brutto, mi piace, mi interessa" e la cosa finisce lì, mentre in ambito internazionale è più facile assistere a particolari situazioni che provochino un dibattito, una crescita culturale di chi partecipa attraverso un lavoro di analisi e di sintesi, e quindi un discorso che a volte può essere solo di compiacimento, di taglio semiologico o altro, oppure proprio di scelta. Quello che mi sono proposto io è di provocare una serie di manifestazioni che siano trasversali al mondo della fotografia, con generi completamente diversi, chiamando prevalentemente dei giovani che non sono ancora pienamente affermati bensì degli emergenti - ma di qualità - e addetti ai lavori, che vanno dal giornalista al direttore di museo, dal critico d’arte al critico di fotografia, allo scrittore, per provocare un ritorno di idee e un dibattito con i giovani in una città come Bologna che, come vedi, è piena di ragazzi del DAMS, di Scienze della Comunicazione e tanti altri. In questo modo ognuno può farsi un’idea attraverso lo screening di ciò che vede e sente, ascoltando un po’ di tutto e il contrario di tutto, per poi compiere una propria scelta. È un programma di tre anni che viene codificato ogni quattro mesi, e ognuno sa quando si svolge una serata perché è sempre il quarto giovedì del mese; alle 20.30 si inaugura la mostra di un autore e un critico parla di un argomento afferente, perciò una cosa è funzionale all’altra. L’argomento di questa sera sarà il vero e il falso, perché Dallerba è su questo che ha operato, modificando la struttura di sculture trasformandole in corpi di donna, mentre Smargiassi svilupperà questo tema nella fotografia a livello più generale».
Le fotografie di Manuel Dallerba, legato alla Image Gallery di Daniela Facchinato, sono estremamente affascinanti. Dopo il lavoro svolto sulle sculture femminili di uno dei più bei cimiteri del mondo, lo Staglieno di Genova, Dallerba ha compiuto in camera oscura l’alchimia della metamorfosi, trasformando la pietra in carne palpitante con immagini ambigue e sensuali. Interessante, in questo spazio, è poter vedere anche le stampe da negativo realizzate "correttamente", e interrogarsi appunto se abbia senso parlare di una stampa vera e una falsa. Il giornalista di Repubblica Michele Smargiassi è partito da qui per una proiezione sulla storia della veridicità in fotografia, con una cavalcata tra immagini famose e no che è difficile dire se sia stata più istruttiva o divertente. Alcuni dei presenti sono stati coinvolti in un dibettito, cui l’ambiente raccolto ha dato un tocco di familiarità. Il ghiaccio insomma è stato rotto bene, e il progetto ha larghi margini per attrarre ancor più interesse.
Questo il calendario:
13 marzo, ventimmagini di Michele Santini, parliamone con Nanni Menetti; 10 aprile, ventimmagini di Francesco Nonino, parliamone con Silvano Bicocchi; 8 maggio, ventimmagini di Alessandro Bartoli, parliamone con Massimo Mussini.
Daniele De Luigi
©CultFrame 03/2003
|
|
|