L’ironia dietro il mirino
Incontro con Elliot Erwitt

Giovedi 24 settembre 2002 presso lo Spazio Oberdan (Milano) che ospita la mostra di Elliot Erwitt, si è tenuto un incontro con il grande fotografo.
Un pubblico prevalentemente giovanile si è presentato ad Erwitt e, nella confusione pre-conferenza, molti si chiedevano quale fosse tra gli uomini vicino al palco. Lui se ne stava in disparte silenzioso, chioma bianca, volto bonario.

Erwitt è nato nel 1928 ed è stato chiamato Elio Romano dal padre appassionato di cultura classica. Dopo un periodo trascorso in Italia, si trasferì con la famiglia a Parigi dove, dice, "ero considerato un piccolo fascista perché ero arrivato dall’ Italia". Quindi, a causa delle leggi razziali, il 1° settembre 1938, fuggì in America con i genitori, sbarcando a New York cinque giorni dopo lo scoppio della 2° guerra mondiale. Ed è negli USA che Erwitt trasformò il suo nome in Elliot, causa il bisticcio nel saluto "Hello Elio".
Si è dedicato alla fotografia a partire dai 15 anni e mezzo perché era solo e doveva "guadagnarsi la vita. La fotografia era la cosa più semplice. Ho iniziato con le foto di amici, a scuola, al mio dentista. Ho scelto questo lavoro perché non posso lavorare per un padrone, è contro i miei principi". Così racconta Erwitt in un buon italiano talvolta ibridato di francese.

La svolta decisiva al suo lavoro l’ha ottenuta nel ‘48 entrando a far parte della neonata (1947) agenzia Magnum, creata per affermare i diritti d’autore. "Ero a Los Angeles, che non è un posto per le persone e sono andato a New York per fare carriera ed ho incontrato Steichen, Stryker e Capa". Ancora oggi Erwitt collabora con Magnum: "i miei matrimoni durano solo 7 anni, quello con Magnum dura da 50. Abbiamo avuto molti disastri, persone ammazzate, problemi economici, ma siamo sempre lì. Magnum è un gruppo di 50 prime donne e il direttore d’orchestra lo buttiamo fuori ogni 6 mesi".

Commentando alcune sue foto sottolinea che ciò che gli piace realizzare è una combinazione di serio e ridicolo; così è Erwitt, piuttosto serio all’apparenza, ed ironico nelle battute che commentano le immagini. Molte sue opere, tra quelle presentate in mostra, sono realizzate all’interno di musei perché "di solito io ho una macchina fotografica, vado nei musei spesso, così faccio molte foto perché non c’è nient’altro da fare: si guardano i quadri, si fanno le foto".
Uno dei soggetti preferiti sono i cani e a dimostrarlo sono le varie serie di volumi fotografici a loro dedicati. "Io fotografo i cani perché li vedo; se le strade fossero piene di giraffe fotograferei giraffe". Riflettendo su uno dei suoi primi scatti (tra i più famosi) dove si vede un minuscolo cagnolino e solo i piedi della padrona, dice che gli capita di chiedersi cosa sia successo a quel cane che oggi avrebbe 65 anni, ma che della donna non si è mai posto il problema perché nella foto non si vede. I cani gli piacciono anche perché, ironizzando, loro si fanno fotografare senza dovergli chiedere il permesso "e non hanno niente contro le foto".

Le foto scattate in 50 anni in giro per il mondo si legano tra loro oltre che per elementi comuni come l’ironia, il sorriso che suscitano, anche per l’elemento occasionale che le ha generate. Erwitt è uno di quei fotografi che ha sempre la macchina tra le mani perché in ogni luogo può trovare l’istante che gli interessa congelare. Anche quando era nelle forze armate ha realizzato foto riportate in Snaps dato che "nell’armata non c’è niente da fare: si cammina un po’, si spara un po’ e si fanno foto". Molti lavori di Erwitt sono oggi delle icone assai sfruttate dalla pubblicità o per campagne politiche. Lo scatto che ritrae Nixon e Chruschev, nato al di fuori di un contesto politico, è stato utilizzato nella campagna presidenziale di Nixon senza l’autorizzazione del fotografo che dichiara: "io ero contro Nixon… sono di sinistra, anzi di più".
La raccolta di foto di Snaps è nata da una selezione d’immagini d’archivio, questo lavoro ha riesumato scatti che neppure Erwitt ricordava di aver realizzato.

Silvia Banzola

©CultFrame 10/2002


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Elliott Erwitt
Foto di Misha Erwitt



Elliott Erwitt
New York, 1974
©Magnum/Contrasto



Copertina del libro Snaps
edito da Contrasto





Relazioni
PhotoFrame-Mostre. Elliott Erwitt - Snaps

Peter Fetterman Gallery. Trentasei immagini realizzate da Elliott Erwitt

Spazio Oberdan

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