
Mois de la Photo Parigi Nel 1980, la prima edizione fu solo un esperimento. Ora, a vent’anni di distanza, si è giunti all’undicesimo appuntamento con una delle manifestazioni più attese e importanti nel campo della fotografia: Le Mois de la Photo di Parigi. La biennale questa volta onora la città che la ospita: i suoi organizzatori infatti hanno scelto come tema centrale proprio Parigi. Luogo di ispirazione prediletto da Atget, Brassai, Doisneau, Boubat, Cartier-Bresson, William Klein (per menzionare solo alcuni) la ville lumière ha sempre avuto un ruolo importante nello sviluppo dell’arte della fotografia.
Durante tutto il mese di novembre ospiterà dunque più di quaranta esposizioni.
Il crescente interesse verso il mondo della fotografia è dovuto alla "voglia di condividere un certo entusiasmo con l’altro e di andare alla ricerca di un contenuto, di uno sguardo e di un senso", sostiene Henry Chapier, presidente del Musée Européenne de la Photographie. "Negli anni ‘80 la fotografia ha attraversato un processo simile a quello vissuto dal cinema negli anni ‘60: l’incontro diretto fra artisti e un pubblico motivato e curioso, desideroso di avvicinarsi all’arte con i propri mezzi e senza l’intermediazione di istituzioni museali".
Un programma intenso, dunque, che vede coinvolti istituti d’arte, archivi, musei, gallerie e centri culturali tesi a suscitare interesse anche tra i giovani. Grandi maestri della fotografia accanto a nuovi talenti, ampie retrospettive e omaggi ad Araki e al suo "Viaggio sentimentale", a Edward Curtis con "L’indien d’Amérique du Nord", a Irving Penn, a Germaine Krull e infine all’opera di Hiro. Hanno aderito all’iniziativa anche l’Istituto olandese, con fotografie contemporanee, e artisti come Anne Deguelle, Arnaud Baumann, il russo Igor Moukhine e i tedeschi Piero Steinle e Julian Rosefeldt, Frank Horvat con il suo sguardo su Parigi degli anni ’50 e Claude Dityvon con i suoi notturni. Non manca una Parigi inedita, portata alla luce dagli archivi e da opere inedite del portoghese Aurelio da Paz dos Reis, del poeta e giornalista svedese Tore Johnson, e infine attraverso pagine non pubblicate di Man Ray.
Parallelamente alle quaranta mostre, si svolgeranno incontri con gli artisti, conferenze, dibattiti e proiezioni di film che ruotano intorno alla città.
O.Y.
©CultFrame 11/2000
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