
31es Rencontres Internationales de la Photographie, 2000 Arles, Francia L'appuntamento dell'estate con Les Rencontres Internationales de la Photographie è alle porte. Il 4 luglio inizierà ad Arles la trentunesima edizione che ruoterà intorno al tema La photographie traversée, ovvero le influenze subite dall'immagine fotografica e la fusione di questa con altre espressioni artistiche. In questa prospettiva sono state create tre sezioni: Résonances, che si incentra sulla fotografia come forma letteraria e metafora dell’esistenza, Croisements, che si occupa del rapporto tra la fotografia e le altre espressioni dell’arte visiva e infine Disparitions, basata sul tema della rappresentazione della morte nella fotografia.
Sono numerose e variegate le mostre che rimarranno aperte fino al 20 agosto.
In "Tina Modotti et la Renaissance mexicaine 1923-1934" centodieci stampe originali, per la maggior parte inedite, raccontano la vita, segnata da forti passioni ed eventi tragici, di una delle figure centrali della fotografia del ventesimo secolo. Nella mostra del fotografo Danese Peter Sekaer, il quale accompagnava Walker Evans nei suoi viaggi per la Farm Security Administration, emerge il rapporto di un artista europeo con i paesaggi americani. Disagio e solitudine sono gli elementi poetici comunicati dal Giapponese Fukase, mentre l'americano Nixon stimola alla riflessione sul tempo con le "Brown Sisters", fotografate una volta all'anno per venticinque anni. Il confronto della tradizione pittorialista dell'estremo oriente con la modernità occidentale è riscontrabile in "Le soleil se lève à l’Est". Infine sarà posssibile vedere l’opera completa dello svizzero Tuggener, il fotografo che ispirò Robert Frank, la cui arte spazia dal mondo industriale all'alta società e alla campagna svizzera.
La fotografia e altri mezzi espressivi visivi e la sperimentazione di nuove forme di narrazione sono affrontate nella collettiva "Chroniques du dehors et autres", nei lavori del grafico e fotografo svizzero Matter e in quello di Heinecken, il quale, volendo creare un senso di disorientamento e trasmettere la fragilità dell'esistenza fra natura e artificio e tra emozione e ragione, ricompone frammenti di immagini di moda, pubblicità e pornografia. Ne "La mort en ce jardin" sono presenti venti collages inediti di Frederick Sommer, il più surrealista dei fotografi americani, il quale, ossessionato dal corpo senza vita, compone dei complessi collages con ritagli presi da libri di anatomia. Una visione cruda della morte è raffigurata nelle immagini di Lucien Clergue, che durante le sue passeggiate sulle spiagge della Camargue riprende carogne in decomposizione, evidenziando il loro inserimento nel paesaggio.
Spazio e tempo sono gli argomenti fondamentali delle fotografie del giapponese Seiichi Furuya che per sette anni ha realizzato una documentazione quotidiana sull’esistenza di sua moglie, seguendo la sua malattia fino al suicidio. I tedeschi Daniel e Geo Fuchs hanno sfruttato l'effetto di splendore macabro della formalina illuminata in cui sono conservati da decine di anni animali e corpi umani. Infine, si potrà ammirare il lavoro di Sophie Calle, la quale, in "Souvenirs de Berlin-Est" ha tentato di evocare la memoria investigando la sparizione di simboli politici.
Dal 5 all'8 luglio, le serate saranno animate da tavole rotonde e da incontri con intellettuali e cultori dell’immagine. Verrà inoltre proiettato un film dedicato alla vita di Weston e Modotti e al confronto dei loro stili, mentre suono e immagine si fonderanno nella serata in cui sei artisti produrranno sullo schermo elementi di video, citazioni sonore e cinematografiche, rumori, e immagini. Non mancheranno i premi per promuovere il fotogiornalismo, l'editoria e i giovani talenti, e chi vorrà potrà far visionare il proprio portfolio da fotografi professionisti e galleristi.
O.Y.
©CultFrame 07/2000
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