
FotoGrafia 2003 - Festival internazionale di Roma Anticipazione Torna FotoGrafia, uno degli eventi fondamentali del programma I Festival di Roma, attraverso il quale il Comune di Roma realizza la volontà di rendere la città una delle capitali mondiali della cultura contemporanea, oltre a proseguire nella politica di arricchimento e valorizzazione della sua vita culturale e sociale.
Con l’anticipazione dell’apertura al 8 maggio il festival prolunga la sua durata di due settimane rispetto alla prima edizione: fino al 22 giugno. Saranno aperte al pubblico oltre quaranta esposizioni legate dal tema: Roma e le Comunità. Comunità intese come microcosmi umani, etnici e linguistici che sono – insieme – luoghi e percorsi, narrazione continua di storie che provengono dai più remoti angoli del nostro pianeta. Roma è il punto di partenza, l’impulso primo che dà l’avvio a un viaggio immaginario fatto di esperienza ed incontri che ogni giorno la rendono aperta, tollerante, pacifica.
Josef Koudelka presenta il suo nuovo lavoro, realizzato appositamente per FotoGrafia, dedicato a Roma. Una prima mondiale, ospitata nel suggestivo scenario dei Mercati di Traiano: l’espressione visibile dello straordinario valore culturale e artistico che può nascere dal fecondo rapporto tra i segni delle storie e delle culture passate e l’arte contemporanea.
La Roma dell’Ottocento raccontata da 50 straordinarie fotografie, provenienti dalla raccolta del Museo di Roma - Palazzo Braschi, fa da ideale contraltare a Piazza del Popolo, Sessanta/Settanta, inedita esposizione che rievoca la vita della comunità di artisti della Scuola Romana degli anni ’60 che si raccoglieva attorno a personaggi come Mario Schifano, Tano Festa, Franco Angeli.
Roma fino a domani è la visione della Capitale com’è oggi, città moderna e contraddittoria che non vive più solo ed esclusivamente del proprio passato, ma che è scommessa quotidiana di un’esistenza in divenire. Rappresentativa, in questa dimensione, è anche la mostra L’immagine dell’immigrato (foto_xenia), singolare per tecnica e sviluppo del tema, essendo il frutto di istantanee scattate dagli stessi appartenenti alle diverse comunità presenti nella capitale.
In questo filone si colloca anche la "riscoperta" delle Migrazioni italiane attraverso le immagini che ne raccontano dolori e gioie. Quindi le feste religiose di Ferdinando Scianna e l’ultimo suo lavoro dal titolo Quelli di Bagheria, che racconta il paese natale del fotografo rievocando memorie dell’infanzia e dell’adolescenza vissuta in Sicilia. Dentro e Fuori i Monasteri importanti fotografi Italiani raccontano il passaggio della comunità monacale occidentale dalla vita ascetica a quella produttiva.
Venti autori diversi per età ed esperienze presentano Quotidiano al Femminile, trenta storie che illustrano, senza esaurirla, la realtà contemporanea della donna italiana con l’immediatezza del linguaggio fotografico.
FotoGrafia 2003 mette in relazione le realtà a noi più note con quelle di altri paesi volgendo il suo sguardo in direzione di comunità lontane facendo vedere, là dove i nostri occhi difficilmente hanno potuto guardare.
Brixton Project, sviluppato su di un primo progetto di Harry Jacobs, segue i mutamenti delle comunità di immigrati a Brixton e nelle aree circostanti, dagli anni ’50 ai giorni nostri. Elaine Constantine ha individuato un gruppo di persone – per lo più anziane – che si ritrovano al pomeriggio, all’ora del tè, per ballare nelle sale del Night Club Ritz di Manchester.
Comunità lontane, vite di donne e uomini che talvolta seguono regole e riti quasi scomparsi, costituiscono una parte consistente del Festival: i Mennoniti di Ontario, Canada e Messico, setta religiosa d’origine protestante che ha le sue radici nell’Europa del XVI secolo, nelle immagini di Larry Towell; oppure la comunità dei monti Appalachi nella parte orientale del Kentucky ritratta da Shelby Lee Adams.
Quindi comunità etniche, religiose, politiche, sociali ma anche, dagli States, comunità inusuali dove il legame risiede in un desiderio comune come documenta, ad esempio Lauren Greenfield che ritrae a Los Angeles giovani esigentissime teen-ager che chiedono regali sofisticati e assai particolari nel giorno del loro diciottesimo compleanno come… un naso rifatto o nuovi seni al silicone. O Come l’obiettivo del belga Wouter Deruytter che documenta, nel Montana, la presenza dei Cowboy immutati e immutabili, belli e sensuali, con i loro riti e rituali.
E poi le inquadrature di Calcio di rigore, nell’omonima mostra che raffigura l’universo umano dell’America Latina, il continente dove il gioco più popolare al mondo è vissuto come in nessun altro luogo. E ancora, i raccoglitori nelle piantagioni di caffé immortalati da Sebastião Salgado.
Sempre dal Sud America le immagini del Cile storico immortalato da autori vari tra cui Patrick Zachmann accanto a quelle del Cile contemporaneo a trent’anni dal golpe dell’11 settembre 1973: il racconto di una vicenda drammatica che ha finito per cancellare dall’inconscio collettivo e dalle mappe geopolitiche quel paese fino al 1998 quando, con l’arresto di Augusto Pinochet, il Cile è tornato ad affacciarsi alla democrazia e ad essere nuovamente presentabile sul piano internazionale. Con il riassunto degli ultimi dieci numeri della rivista "Colors", il festival viaggia attraverso 40 foto dedicate a comunità particolari (Communities colors - il campo profughi Hutu di Lukole in Tanzania, Shutka in Macedonia, la più grande comunità Gipsy in Europa, Leisure World, il maggiore villaggio "blindato" per per anziani del mondo, Choi Hung Estate, complesso di case popolari che ospita 43 mila persone). E poi le immagini di Star City, il comprensorio dove vivevano gli astronauti dell’ex Unione sovietica da dove nel 1961 – dopo il corso di addestramento – Yuri Gagarin fu lanciato nello spazio.
Infine uno sguardo verso l’Asia, con il cambiamento economico e sociale della Cina testimoniato dalla "collettiva" dei suoi giovani artisti fotografi e dalle foto di Bertrand Meunier e Rhodri Jones. La Corea nei primi anni del ‘900, una bella collezione fotografica di paesaggi, usi e strani costumi, che Carlo Rossetti, console, realizzò e donò alla Società Geografica Italiana.
La guerra/le guerre, le comunità che esse distruggono e forzosamente creano, sono infatti uno dei soggetti dell’edizione di FotoGrafia 2003. Con l’occhio di Don McCullin erede del grande fotografo Robert Capa; attraverso le immagini del gruppo di nove diversi reporter nella collettiva Sguardi a confronto (che documenta il conflitto arabo-israeliano con un punto di vista non certo usuale nell’approccio visivo); con i due volti dell’Afghanistan nelle fotografie di Riccardo Venturi e Simon Norfolk, il festival propone diverse visioni delle guerre.
Nel quadro delle relazioni internazionali che legano FotoGrafia ad altre analoghe iniziative europee ed extra-europee, l’edizione 2003 è segnata dallo scambio realizzato con la Biennale di Mosca. Nella capitale Russa si inaugura l’8 aprile la retrospettiva di Tazio Secchiaroli, che contiene la mostra "Girasoli" presentata in prima mondiale durante l’edizione 2002 di FotoGrafia.
Approdano invece a Roma, nel mese di maggio, Max Penson (ai Musei Capitolini), fotografo simbolo del costruttivismo russo degli anni 20, la cui straordinaria opera solo di recente è stata riesumata dagli archivi in cui l’aveva sepolta l’ostilità di Stalin e Sergey Tchilikov simbolo della nuova fotografia russa di cui il Festival presenta le inedite immagini della periferia moscovita.
La grande forza di FotoGrafia sta nella capacità di far convivere la fotografia, intesa nella sua forma più classica, con espressioni più attuali ed evolute delle arti visive; ne rappresentano un esempio la mostra di due grandi artisti come Michal Rovner e Andreas Gursky al Macro di Testaccio e Circa 35, progetto del G.R.I.N., una selezione di giovani fotografi under 35 impegnati nella ricerca di nuove forme espressive nel rispetto delle tendenze narrative presenti oggi in Italia.
Infine Contacts, una serie di 20 filmati dei grandi della fotografia (Koudelka, Cartier-Bresson, Goldin, e molti altri) di fronte ai loro provini, nel momento della selezione.
Il Festival dopo il Festival. Per dare opportunità di apprezzare la grande fotografia anche in estate, dopo il termine delle esposizioni in programma, il Festival presenta infine, nei mesi di luglio e agosto, una importante mostra di August Sander, considerato il padre della fotografia moderna tedesca, il quale ritrae l’ordine sociale in Germania attraverso le immagini di gruppi e di persone durante il dominio del Terzo Reich.
Come per la passata edizione, il percorso di FotoGrafia tocca i luoghi principali e suggestivi della Roma storica e monumentale così come le sue strutture più moderne. Tre, essenzialmente, i "poli espositivi" in città: Centro cittadino, Testaccio, Flaminio. I luoghi simbolo dell’eredità culturale di Roma e della sua trasformazione sono il gangli del Festival: i Mercati di Traiano, Palazzo Braschi, la Centrale Montemartini, il Museo di arte contemporanea di Roma (Macro – al Mattatoio di Testaccio dove sorgerà la città della cutlura), i Musei Capitolini – Palazzo Caffarelli. Accanto a queste sedi la rete del Festival si dipana attraverso gallerie, istituti universitari e accademie di cultura collegando a maglie strette una parte importante della città.
Infine, Fotografia 2003 estende la sua presenza oltre i confini di Roma. Con il contributo attivo e la partecipazione del Comune di Frascati, al percorso cittadino si aggiunge un nuovo importante polo museale decentrato nella splendida cornice delle Scuderie Aldobrandini, da poco restaurate sulla base di un attento progetto di recupero filologico.
(dal comunicato stampa)
04/2003
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