
Les rencontres internationales de la photographie 2002 Arles, Francia La bella scenografia di Arles ospita, come ogni anno nel mese di luglio, Les rencontres internationales de la photographie, manifestazione divenuta un vero punto di riferimento per appassionati di fotografia. Seminari, dibattiti, proiezioni e conferenze accompagnano il fitto programma espositivo, di cui segnaliamo alcune mostre.
Quello riguardante Josef Koudelka è senz’altro uno degli avvenimenti centrali. In prima mondiale, viene proposta al pubblico una retrospettiva completa della sua opera. Del fotografo ceco, membro dell’Agenzia Magnum dal 1971, si possono ammirare gli scatti teatrali realizzati negli anni ’60, le fotografie di Praga durante l’invasione sovietica del 1968, l’inchiesta effettuata in seno alla comunità gitana, le atmosfere dolorose in Exils e l’assurdità dell’esistenza umana esplorata in Caos.
Un tema particolarmente attuale, quello dello scontro culturale e di civiltà, viene portato alla luce attraverso lo sguardo di tre donne. Janane Al-Ani (irlandese-irachena), Raeda Saadeh (palestinese che ha studiato arte all’Università israeliana) e Zineb Sedia (nata in Francia a genitori algerini) esplorano, in Le corps comme territoire, i terreni scivolosi della doppia identità femminile, stretta nella morsa tra due mondi a confronto.
E’ possibile inoltre ripercorrere il lavoro di Edward Weston (parte della collezione del Musée Réattu, curata dal fotografo Lucien Clergue e da Jean-Maurice Rouquette) tra paesaggi, nudi e nature morte.
L’inglese Jem Southam, che in un periodo di sei anni ha visitato una ventina di siti nel sud e sudovest dell’Inghilterra, ha catturato la trasformazione fisica dei paesaggi in prossimità del mare e dell’acqua (un lavoro per il quale ha ricevuto il premio della Citybank Photography nel 2001).
San Pietroburgo è il soggetto delle opere di Alexey Titarenko, autore originario della città russa, nella quale percorre tutte le stagioni, dall’alba al tramonto, utilizzando una tecnica che permette di accentuare le sfumature e le tonalità più sottili.
I fotografi di casa nostra presenti nel Festival sono Gabriele Basilico il cui lavoro è incentrato sul patrimonio monumentale della Provenza e della Costa Azzurra e Antonio Biasiucci con l’ormai celebre serie delle Vacche.
Per la prima volta viene istituito il premio d’Arles, questo anno assegnato a Roger Ballen (Sud Africa), Takashi Homma (Giappone), Paulo Nozolino (Portugal) e Martin Parr (Inghilterra).
©CultFrame 07/2002
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