
FotoFest 2002 The Classical Eye and Beyond La nona edizione del mese internazionale della fotografia 2002, The Classical Eye and Beyond (L’occhio classico e oltre) si svolge a Houston, in più di 100 luoghi. Fotofest 2002 presenta un programma diviso in due parti, fotografia classica e nuove tecnologie, che coprono 130 anni di fotografia, dalle immagini in bianco e nero alle elaborazioni digitali.
Nella sezione dedicata al periodo classico, le immagini pittorialiste dei villaggi russi e le ricerche sul nudo, occultate negli anni ‘30 perché giudicate inutili, borghesi e pornografiche, prendono vita in questa manifestazione americana grazie a Mikhail Golosovsky, ingegnere e fotografo russo, che ha raccolto lavori eseguiti da suoi connazionali tra il 1880 e il 1930.
Anche in America Latina, un lavoro di preservazione è stato portato avanti dalla famiglia Corsero. Negativi, apparecchi fotografici e cataloghi intatti dal 1898 sono esposti per la prima volta. Comprendono ritratti, scene di strada, immagini di feste e cerimonie politiche, elementi che forniscono un’interessante visione della cultura boliviana e portano alla luce una parte poco conosciuta della storia della fotografia dal 1898 al 1940.
Per rimanere in Sudamerica, Luis Lares, in Hombres de Carbòn, documenta l’industria metallurgica del Venezuela. Il suo lavoro, associato a quello di Lewis Hine, di Margaret Bourke-White e di Sebastiao Salgado, racconta la dura vita degli operai all’interno delle immense strutture industriali nel sudest venezuelano.
Il tedesco-americano Clemens Kalischer, analizza, dagli anni ‘40 agli anni ’60, la vita cittadina del New England, così come quella delle campagne italiana, francese e belga, soffermandosi però anche, e soprattutto, sulla città di New York, abitata da immigranti giunti dall’Europa.
Scene rituali colte nei paesini rurali sono invece proposte dal greco John Demos. Le sue immagini drammatiche e molto contrastate accentuano il rapporto tra l’uomo e l’iconografia religiosa e i simboli della fede.
Le nuove tecnologie comprendono proiezioni video, web art, stampe digitali e lavori effettuati con tecniche miste. Architetti e videoartisti riflettono insieme sulle trasformazioni urbane e sullo scambio culturale. Il francese Georges Rousse è presente con installazioni realizzate all’interno di strutture abbandonate della città. Andreaas Mueller-Phole esplora l’evoluzione dell’immagine con Entropia, un video nel quale l’artista opera la totale distruzione di fotografie e litografie. Charles Cohen, in un video, racconta la pornografia in internet mentre l’inglese Paul Smith costruisce light boxes con scene digitalizzate estratte da serial televisivi.
Gli eventi collaterali prevedono la visione dei portfolio dei partecipanti da parte di professioni presenti al FotoFest, dibattiti, workshop e una vendita all’asta di opere realizzate da autori come Josef Breitenbach, Keith Carter, Mario Cravo Neto, Franco Fontana, Frank Horvat, Michael Kenna, Susan Meiselas, Abelardo Morell, Marc Riboud, Jan Van Leeuwen e, infine, Liliana Porter, la cui immagine è proposta con il prezzo minimo più elevato, ovvero 5,000 dollari.
©CultFrame 03/2002
|
|
|