Pierre et Gilles - Exil intérieur
Fotografia Europea a Reggio Emilia

La terza edizione del Festival della Fotografia Europea di Reggio Emilia a cura del critico d’arte Elio Grazioli si intitola "Umano, troppo umano", rendendo omaggio all’omonima opera filosofica di Nietzsche. In quel testo, al primo aforisma, il filosofo tedesco spiegava che esiste «una chimica delle idee e dei sentimenti morali, religiosi ed estetici», sottolineando così la necessità di prendere atto delle basi materiali di ogni produzione spirituale. Allo stesso modo, se si pensa alla produzione artistica che pone al centro l’uomo, si deve necessariamente partire dal corpo. Ed è proprio ciò che intende ricordare Grazioli in questo festival reggiano, in cui ci mostra il corpo riprodotto attraverso l’obiettivo fotografico in molte e difformi rappresentazioni. Ogni artista ha interpretato in modo personale il tema, scandagliando le possibilità fisiche del corpo umano nei suoi eccessi e nei suoi limiti, fino ad arrivare a dimensioni più simboliche in cui il corpo si lega ai luoghi, emana ricordi, lascia tracce. Da menzionare la serie di opere intitolate Exil Intérieur presentate dai francesi Pierre et Gilles per la loro capacità di reinterpretare il corpo umano, riuscendo a turbare e - al contempo - a incantare lo spettatore.

Pierre Commoy (La Roche-sur-Yon, 1950) e Gilles Blanchard (Havre, 1953) sono una consolidata coppia di artisti che collabora da più di trent’anni, da quando nel 1976 si incontrarono all’inaugurazione della Boutique di Kenzo e decisero prima di vivere insieme, poi di stringere un sodalizio professionale. Da allora hanno messo a punto una tecnica particolare: insieme elaborano l’idea artistica, scegliendo i modelli e i ruoli da far interpretare loro; una volta concluso l’allestimento di messe in scena teatrali e la sistemazione di acconciature, trucchi e costumi, Pierre scatta le foto servendosi spesso di filtri; poi, viene selezionata e stampata una sola immagine, sulla quale Gilles interviene pittoricamente, creando così un esemplare unico. Servendosi di questa tecnica i due sono riusciti a creare foto molto riconoscibili di una realtà immaginaria che miscela immagini pop a racconti mitologici o religiosi e che è caratterizzata da uno stile raffinato ed estetizzante, ma anche tendente al kitsch e soffuso di tenerezza. I due artisti si definiscono così: «Siamo come reporter che vengono da un altro pianeta, parallelo a quello reale. Portiamo le immagini delle persone che abbiamo incontrato».

Le quindici fotografie (realizzate fra il 2000 e il 2003) che si possono vedere presso il Salone Tirelli a Reggio Emilia sono ottenute con la stessa tecnica, ma si discostano dalla produzione precedente per l’atmosfera nuova creata. A prima vista queste immagini appaiono come la rappresentazione di un indistinto caos, composto da macchie verdi marroni rosa e punteggiato da strane luminescenze bianche. Ciascuna foto è delimitata da una spessa e liscia cornice nera (scelta dagli autori stessi) decorata a volte con "bottoni" argentati, altre volte con qualche forma geometrica in bassorilievo. L’atmosfera è perturbante e al tempo stesso ammaliante e i titoli, accuratamente scelti, aumentano l’enigmaticità e la suggestione delle immagini. In realtà, le loro fotografie sono autoritratti, ottenuti attraverso l’utilizzo di tanti specchi e di punti di vista particolari grazie ai quali i propri corpi nudi vengono moltiplicati e deformati per ottenere figure sempre diverse. Le immagini sono state ingrandite fino ad apparire piacevolmente sgranate: da vicino appaiono scomposte in impercettibili puntini (perlopiù rossi, gialli e verdi) che rendono delicatamente soffusa l’immagine e ne miscelano i colori, mentre generalmente le luminescenze sono ritoccate con il pennello in modo da esaltarne il candore.
>br> In Destination final dentro a un’ellisse contornata da un rettangolo dipinto di colore verde acqua si riconosce il mezzo busto di un uomo calvo come se si affacciasse da un’apertura sopraelevata o in uno specchio; il suo corpo viene traslato leggermente più a fianco, lasciando una scia rosa; intorno e dietro di lui si stende un magma lucente di varie tonalità di marrone. In Autofocus si può osservare un uomo seduto a testa in giù mentre si scatta una fotografia: il suo corpo nudo e tatuato è ripetuto tante volte ed è accerchiato da strisce verdi e qualche luminescenza. In L’embryon, in una foto di formato verticale, si vede chiaramente il corpo di un esile uomo nudo e rasato ripreso dall’alto; ancora una volta, il corpo viene moltiplicato in diversi specchi, questa volta però disposti in fasce diagonali. In Celacantus 1 e 2 appare una persona di cui vengono moltiplicate le braccia fino a ottenere uno strano essere, il Celacantus appunto, un mostro che pare viva nelle profondità del lago Lambinkir nell’estremo oriente russo. In Anubis l’inquadratura è occupata interamente da parti di un corpo nudo e tatuato specchiati fino a ottenere una forma che richiama alla memoria la testa di cane con cui l’iconografia egizia rappresenta Anubi, il dio della morte.

In Corpo a corpo i Subsonica cantano che «il corpo è una frontiera che si può violare, […] è l’innocenza che si può spezzare». Pierre et Gilles ci riescono: trasformano il corpo in mille forme diverse e sorprendenti, proponendoci nel loro “esilio interiore” una concretizzazione fisica e materiale dell’inconscio. E, così facendo, chiudono il cerchio aperto da Nietzsche: ogni idea spirituale nasce da una base materiale e ad essa ritorna, poi, per imprimere la sua forza sul corpo.

Elisa Paltrinieri

©CultFrame 05/2008
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Galleria


©Pierre et Gilles
Exil intérieur, Anubis, 2001
Courtesy Galerie Jérôme de Noirmont, Paris



©Pierre et Gilles
Exil intérieur, Celacantus 1, 2001
Courtesy Galerie Jérôme de Noirmont, Paris





Relazioni
Galerie Jerome de Noirmont, Parigi. Pierre et Gilles - Biografia, bibliografia, tredici immagini

Fotografie europea a Reggio Emilia - Il sito





Informazioni
CittàReggio Emilia
Quando30/04/2008-08/06/2008
DoveSalone Tirelli
Indirizzovia Emilia San Pietro 1
Telefono(39)0522451152
Orariomar.-ven. 18-23
sab./dom. 10-23
Bigliettointero 10 euro per tutte le mostre (esc. Steichen)
ridotto 7 euro
 
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