1 KM di Diametro - Fotografie di Roberto Cavallini
FotoGrafia - Festival Internazionale di Roma 2008

Nell’ambito del Festival FotoGrafia, dedicato quest’anno alla visione della normalità del quotidiano, come ce la raccontano i fotografi contemporanei, un insolito reportage è quello che ci propone Roberto Cavallini: s’intitola "1 KM di Diametro", ed è esposto alla Galleria Fòndaco nel Rione Monti, cuore del centro storico romano.
Sorta di conciso riassunto d’un lavoro molto più ampio, nella piccolissima sede della galleria possiamo ammirare 12 stampe a colori di grande formato, le quali imbrigliano lo sguardo del visitatore in un percorso serrato e quasi ossessivo, circolare, all’interno di questa serie d’immagini, che si rivela essere il reportage di un impossibile viaggio nella memoria.

Cavallini ci riporta, infatti, la sua esperienza di quotidianità in una ricerca personale, messa in atto con una fotocamera digitale tascabile: con questo semplice mezzo egli ha documentato, nell’arco di un lungo periodo, una porzione del quartiere Monteverde inscritta in un ideale cerchio- dal diametro di un km, appunto - al cui centro è situata la sua casa; la casa dell’infanzia, dove oggi si ritrova nuovamente ad abitare, dopo aver vissuto a lungo altrove.
Il suo è un ripercorrere i luoghi dei ricordi, dal quale scaturisce un senso d’inquietudine e incertezza - vero e proprio unheimlich - nel trovare inevitabilmente mutati quei posti, che il ricordo rende tanto familiari, quanto la vista della realtà odierna li rende incongruenti rispetto ad un vissuto antico ancor vivo nell‘animo.
E’ un’indagine "sull’alterazione della percezione, sulle interferenze che non permettono il riconoscimento dei luoghi dell’infanzia, dell’adolescenza, della prima gioventù e che ora sono quelli del ritorno", dichiara Cavallini.
Sembra ancor più una "ricerca del tempo perduto", lungo il corso della quale ci s’imbatte - per forza di cose - in quelle "intermittenze del cuore" di proustiana memoria, che si configurano come epifanie nello scorrere banale del quotidiano - spalancando inaspettatamente una prospettiva sfuggente sul fluire irreversibile del tempo - e che rivelano l‘inevitabile insanabile dissidio esistente fra la memoria e il presente.

Tutto è intimamente uguale e tutto è desolatamente diverso nella realtà di ogni giorno, a partire dalla toponomastica.
Presente e passato sembrano così sovrapporsi in quella che il fotografo, da accorto critico fotografico, definisce una "visione spuria" simile alla "trasparenza di una diapositiva proiettata sul passato", facendo emergere ancor più chiaramente in questo strano reportage - dall’apparenza così "letterale" - una chiave di lettura della quotidianità improntata allo spaesamento.

Rosa Maria Puglisi

©CultFrame 04/2008
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Roberto Cavallini


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Informazioni
CittàRoma
Quando02/04/2008-24/04/2008
DoveGalleria Fòndaco
IndirizzoVia degli Zingari 28
Orariolun.–ven. 10–19
BigliettoIngresso libero
 
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