
Maurizio Pigozzo Khepera Khepera è l’ultimo lavoro di Maurizio Pigozzo o, se si preferisce, il primo del nuovo ciclo. Il fotografo veneto, infatti, propone questo studio dopo una lunga assenza dalla ribalta della fotografia d’autore. Egli sviluppa un itinerario espressivo con il quale produce esiti visivi stimolanti e scandisce i termini di una ricerca che parte da un pretesto, spesso banale e insignificante, per disegnare un percorso d’arte che genera percezioni visuali inedite, innervate da accattivanti geometrie, e profili di significativa bellezza grafica. Pretesti, quindi, come microcosmi carichi di potenzialità espressive che l’autore individua, esplora e interpreta a suo modo, secondo i propri codici linguistici, in un’ottica di studio e di sperimentazione: il particolare di un manufatto, un frammento di una vecchia tenda, un dettaglio di un portone abbandonato o il percorso di un raggio di luce nel buio di un sotoportego veneziano.
Khepera è un progetto per proporre un modo di esprimersi, per argomentare un punto di vista, ma è anche, al contempo, un viaggio narrativo di alto livello con un leggero tratteggio aristocratico, che coniuga il desiderio del fotografo di penetrare nell’intimo delle cose che indaga con l’esigenza di vedere oltre lo sguardo, tra i misteri e nell’anima dei soggetti/oggetti osservati. E’ un bel diario di emozioni, quelle che vivono le dimensioni e le dinamiche del quotidiano e quelle generate dall’osservazione critica del reale, oltre ad essere una ricerca che visualizza e sintetizza riflessioni teoriche di ampio respiro culturale. Esse danno spazio e contenuti a entità espressive nascoste, in conseguenza dei processi linguistici elaborati dall’autore, anche attraverso l’utilizzo di tecniche manipolative in camera oscura. Pigozzo veste di personalità i pretesti che dissolve nella loro entità iniziale, e li ripropone, trasfigurati, in una dimensione inedita, con una identità nuova che va oltre l’osservabile e che esprime nuove soggettività.
L’autore cura direttamente l’iter che va dallo scatto alla stampa e vive con passione l’intero cammino creativo di ogni fotografia. Con cura e amore artigianali, com’è nel DNA dell’ analogico di qualità. Immagini che sono sintesi di complessi e articolati processi elaborativi, quasi dei racconti intimi, come l’argomentazione di un concetto, la descrizione di una trama di studio, la sperimentazione iconografica, che danno luogo a una rete di significati che confluiscono in un convincimento per cui “Tutto cambia, nulla muore” (Ovidio, Metamorfosi, XV, 165). Per l’autore mestrino Khepera è un processo analitico di studio in cui si intersecano con una connotazione onirica, visualizzazioni e post-visualizzazioni che, forse, anticipa approdi espressivi futuri, considerato, come diceva lo scrittore tedesco Ludwig Börne, che “Niente è duraturo come il mutamento”.
Di questi scatti affascina l’equilibrio della composizione, organizzata e studiata in ogni dettaglio, la trama tonale dei chiaroscuri, coordinati e strutturati in un quadro di toni bassi, il collegamento tra i segni, che colloquiano tra loro costruendo una tessitura concettuale colta, oltre all’omogeneità della narrazione, calibrata nella sintassi espressiva e nella strutturazione portante. Ogni immagine è la sintesi di un percorso creativo che racchiude e fonde pulsioni segrete, spirituali, intimistiche e abilità espressive; tutte contribuiscono a produrre una fotografia in cui sono forti i rimandi all’informale, all’astratto, al materico, essenze linguistiche che portano alla mente un segmento, tra i più affascinanti, della grande lezione di Paolo Monti. Si pensi, per dare contenuto concreto al richiamo storico, a Omaggio all’informale del 1953, oppure al Manifesto strappato del 1956.
©Fausto Raschiatore Per gentile concessione dell'autore
CultFrame 04/2008
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 Galleria Gallerati
| Informazioni | | Città | Roma | | Quando | 05/04/2008-03/05/2008 | | Dove | Galleria Gallerati | | Indirizzo | Via Apuania 55 | | Telefono | (39)0644258243) | | Orario | lun.-ven. 11-13 e 17-19 sab. 10-13 | | Biglietto | ingresso libero | | Cura | Fausto Raschiatore |
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