Robin Cracknell
Camera Suture

Robin Cracknell ha iniziato la sua carriera come fotografo di moda per poi dedicarsi all’illustrazione fotografica e allo sviluppo di una personale ricerca, mettendo a punto una tecnica che, combinando assieme la fotografia tradizionale e un processo di deterioramento chimico, regala alle sue immagini una sensibilità umana ed un’essenza transitoria.
Questo originale lavoro si evidenzia negli spazi della Whitecross Gallery come doppio filo narrativo, da un lato gli scatti, documenti unici di un viaggio attraverso l’innocenza e le ombre dell’infanzia, dall’altro i fogli dei taccuini, con le immagini, i collages, gli sparsi appunti a matita, cancellati e riscritti, frammentati e scalfiti, parole che non possono sostituirsi al bagaglio emozionale, ma solo costituirne dei lacerti.
La particolare tecnica fotografica fa sì che ogni immagine rappresenti un unicum, su cui lo scorrere degli eventi ed i sentimenti lasciano il segno, smarginando i contorni, violando le superfici nitide. Le foto sono il risultato dell’uso di un doppio negativo, una stampa stabile ed una suscettibile alla luce e al tempo, in cui gli elementi chimici reagiscono diversamente, sbiadendosi e deteriorandosi, come luoghi, volti e ricordi. Il soggetto principale di questa narrativa di amore, fugacità e perdita è il figlio di Cracknell, ritratto in vari momenti della sua infanzia, nelle diverse tappe di un viaggio irripetibile, a volte difficile da raccontare, i cui misteri e silenzi sono documentati con sguardo attento e l’uso di elementi come testo, simboli e Braille.

L’incavo di una vasca piena d’acqua suggerisce lo spazio protettivo della cavità uterina, ma è solo un accenno di una memoria perduta, e già solchi di filo spinato vanno a ferire la luce azzurrina.
Due galleggianti rossi sulle magre braccia si tramutano in goffe ali, mentre sulla superficie consunta dalla luce, piccole mani mimano lunghi colli di cigno e cicatrici grafiche si stagliano su tenerezze ossute di fanciullo, ai margini di un foglio di appunti. L’infanzia è una breve stagione, fatta di arcani a volte impenetrabili, su cui si allargano l’operato impietoso del tempo, le tracce inesorabili dell’oblio. L’obiettivo di Cracknell si pone dunque come sutura: da un lato volontà di ricucire con la fotografia gli invisibili strappi dell’animo, i solchi quasi impercettibili che feriscono la fragilità dell’infanzia; dall’altro, tecnica capace di generare specifici spazi nel tessuto narrativo, fenditure che lo spettatore potrà ricomporre, intervenendo con le proprie emozioni.

Claudia Colia

©CultFrame 07/2007


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Galleria


Robin Cracknell
Broken Arm, 2007
C-type photograph



Robin Cracknell
Acid Summer, 2007
C-type photograph



Robin Cracknell
Womb, 2007
c-type photograph






Informazioni
CittàLondra
Quando15/06/2007-21/07/2007
DoveWhitecross Gallery
Indirizzo122 Whitecross Street
Telefono(44)20.72534252
Orariomar.-sab. 11-18
BigliettoIngresso libero
 
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