
Arsenale - la fotografia 52. Esposizione Internazionale d'Arte, Venezia Per chi presta attenzione particolare all’arte fotografica e alla videoarte, questa edizione della Biennale d’Arte di Venezia sembra più che mai ricca. Le eterne discussioni sulla natura del mezzo fotografico e sulla legittimità della fotografia come un’espressione degna di essere accostata ad altre discipline artistiche, sembrano svanire all’interno della magnifica scenografia dell’Arsenale.
Yto Barrada, Gabriele Basilico, Rainer Ganahl, Tomer Ganihar, Mario Garcia Torres, Neil Hamon, Lyle Ashton Harris, Rosemary Laing, Rosario Lopez, Malick Sidibé, Elaine Tedesco, Paula Trope, Pavel Wolberg e Tomoko Yoneda sono gli autori che usano il mezzo fotografico, artisti che Robert Storr, il Direttore di questa edizione della Biennale, ha voluto riunire intorno al tema “pensa con i sensi, senti con la mente, l’arte al presente”.
Quando ci si inoltra nell’Arsenale, non appare sempre molto chiaro il filo conduttore scelto da Storr e da lui stesso introdotto nel catalogo: "…una considerevole parte dello spazio dell’Arsenale è dedicata a opere che affrontano direttamente i conflitti recenti o tuttora in corso nel mondo, in particolare le tensioni nel Medio Oriente e nei Balcani o in America Latina." Una piccola parte dunque è dedicata ad "altro" e questo miscuglio finisce per far perdere di vista il senso del percorso. Anche perché proprio le opere che non sono collocate sotto il cappello dei "conflitti del mondo" ci sembravano più significative e autonomamente potenti.
Questo è il caso degli scatti di Mario Garcia Torres, artista messicano residente a Los Angeles che con una serie di 36 diapositive dal titolo "What Happens in Halifax Stays in Halifax" si interroga sull’arte concettuale. Lo spunto dell’opera nasce dalla richiesta fatta dall’artista Robert Barry, uno dei protagonisti dell’arte concettuale, ai suoi allievi, di ideare un’opera senza realizzarla (siamo alla fine degli anni sessanta) in modo che rimanesse al livello di idea condivisa da tutti i componenti del gruppo. Mario Garcia Torres ha riunito gli ex allievi per ripercorrere insieme a loro le fasi del progetto. Attraverso delle immagini in bianco e nero accompagnate da un breve testo, Torres racconta come tale opera sostenuta negli anni dal ricordo (per sua natura inconsistente), da un’idea condivisa voluta da Barry, con il tempo si sia svanita trasformandosi in un nulla collettivo.
Interessanti le immagini di Paula Trope presente con fotografie di grande formato realizzate con la collaborazione di un gruppo di ragazzi residenti nelle favelas di Rio de Janeiro. La serie "Sem simpatia" è composta da scatti effettuati sia dalla fotografa brasiliana che dai ragazzi, con sullo sfondo dei modellini delle loro abitazioni costruiti da loro stessi. Una lattina trasformata in stenoscopio ha restituito immagini fortemente deformate e sfocate, che aggiungono così un tocco di poesia al tema dello spazio vitale visto dall’esterno ma che allude senza mezzi termini a quello interiore.
La giaponnese Tomoko Yoneda presenta una serie di scatti di paesaggi di una singolare bellezza, di ambienti sereni e di normale esistenza. Ma l’invisibile cancellato dal tempo viene raccontato in una didascalia: "Beirut vista dalla postazione di un cecchino che si trova nel quartiere cristiano", "Un’area di attrazione turistica nella zona demilitarizzata a Paju City, Sud Corea". Il visibile/invisibile di Yoneda rientra perfettamente nel tema dei conflitti come anche le immagini a colori di Gabriele Basilico "Beirut 1991 (2003)". Il fotografo italiano è tornato nella capitale libanese nel 2003 per fotografare la ricostruzione della città, cercando di raffigurare le strade e gli edifici dallo stesso punto di ripresa nel quale ha operato nel 1991.
Infine, una nota di disappunto per lo spazio dedicato a Malick Sidibé. Il fotografo del Mali ha ricevuto il 10 giugno il Leone d’Oro alla Carriera, un riconoscimento estremamente importante perché riservato a un fotografo non particolarmente conosciuto in Italia e per di più proveniente da un paese africano. Inspiegabilmente, le sue immagini, una decina solamente, fanno parte del percorso costruito all’Arsenale, immagini che finiscono così per essere letteralmente inghiottite da una quantità notevole di disegni, installazioni, video. L’artista a cui viene assegnato il Leone d’Oro alla Carriera, merita, a nostro avviso, una retrospettiva allestita in uno spazio a se stante. Accostarlo ad artisti minori le cui opere non sono degne di nota (come è il caso di alcuni presenti all’Arsenale) non contribuisce all’arricchimento culturale e artistico che noi speriamo di trarre ogni volta che visitiamo la Biennale d’Arte di Venezia.
Orith Youdovich
©CultFrame 06/2007
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 Gabriele Basilico Beirut 1991 Pure pigmented print Courtesy dell’artista e Studio Guenzani, Milano  Paula Trope con la collab. di Leandro de Paiva Adriano at 17, 2004 Dalla serie No Sympathy, 2004/2005 Fotografia modificata (dettaglio del dittico), 80x146x5cm Courtesy Galeria Vermelho São Paulo  ©Tomoko Yoneda Sniper View, View from Christian sniper position overlooking no man's land Beirut, 2004 Stampa a colori, 106x125cm Courtesy of the artist and Shugo Arts
 La Biennale d'Arte di Venezia
| Informazioni | | Città | Venezia | | Quando | 10/06/2007-21/11/2007 | | Dove | Arsenale | | Telefono | (39)0415218828 | | Orario | 10-18 (ch. mar.) | | Biglietto | Intero €15 | | Ridotto | €12 | | Cura | Robert Storr |
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