
Luoghi come paesaggi Fotografia e committenza pubblica in Europa negli anni '90 Il territorio, le strade, le città, il paesaggio urbano, quello rurale. Gli uomini attraversano la vita e i luoghi, viaggiano e guardano; e la realtà in continua mutazione appare come un palcoscenico multiforme in evoluzione tra degrado, industrializzazione, abusivismi, ma anche tra progetti di riqualificazione e di ampliamento razionale dei centri residenziali.
Il paesaggio, insomma, cambia insieme alle persone e così, spesso, si è portati a dimenticare, a rimuovere le immagini del nostro passato e a non comprendere quelle del presente. Fortunatamente, esiste una forma d’espressione come l’arte fotografica che permette di documentare e conservare visivamente la realtà attraverso una sorta di catalogazione che può diventare racconto storico e strumento di approfondimento sociologico.
Una mostra come quella ospitata a Firenze, presso la Galleria degli Uffizi, contribuisce a rendere attivo lo sguardo degli individui su ciò che li circonda e a depositare il visibile in un prezioso scrigno mentale di fondamentale importanza per la crescita della società.
Luoghi come paesaggi, questa la denominazione dell’esposizione, è stata organizzata dal Ministero per i beni Culturali e Ambientali, da Linea di confine per la fotografia contemporanea e dal Comune di Rubiera.
Si tratta di un percorso fotografico che inchioda il fruitore di fronte alle diverse situazioni ambientali in cui si è sviluppata la società moderna. Dalle opere di Walter Niedermayr dedicate alla Via Emilia alle strutture architettoniche di Gabriele Basilico e Vincenzo Castella, dalle "fantascientifiche" fotografie di Fincantieri realizzate da Olivo Barbieri al panorama portuale di Marghera immortalato da Mimmo Jodice, fino alle visioni aeree di Marilyn Bridges la mostra si snoda attraverso rappresentazioni il più delle volte rigorosamente oggettive del contesto in cui noi tutti viviamo. La tendenza stilistica riscontrabile nella maggioranza degli scatti esposti è funzionale al lavoro di testimonianza effettuato da quasi tutti gli autori: profondità di campo e messa a fuoco molto nitida.
Luoghi come paesaggi, dunque, è uno sguardo parziale ma profondo sulle azioni degli esseri umani, i quali hanno operato (e continuano ad operare) fisicamente sull’ambiente.
La mostra è accompagnata da un interessante catalogo che oltre alle foto selezionate per la manifestazione presenta anche alcuni stimolanti saggi di Antonella Russo, Frits Giersteberg e Diego Mormorio.
©CultFrame 11/2000
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